<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295</id><updated>2011-11-27T17:20:02.999-08:00</updated><category term='Elia Fiorenza'/><category term='Bivongi'/><category term='Stilo'/><category term='Calabria'/><category term='Locride'/><category term='Montestella'/><category term='Mons. Morosini'/><category term='Stilaro'/><category term='Pazzano'/><category term='Locri'/><title type='text'>ASSOCIAZIONE PON SIN MOR - BENI CULTURALI   CALABRIA - ITALY</title><subtitle type='html'>Sede Legale: Via Doberdò, n. 1 Centro Storico
89049 Stilo RC 

Sede Universitaria: Ponte P.Bucci Arcavacata di Rende Cosenza
Telefono +39 327/6180059</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>32</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-3967488537451437238</id><published>2010-12-20T07:40:00.000-08:00</published><updated>2010-12-20T07:48:29.827-08:00</updated><title type='text'>“Riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/TQ96EyW8ScI/AAAAAAAAAPA/cWP-IPOazyA/s1600/vescovo%2Bmorosini.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/TQ96EyW8ScI/AAAAAAAAAPA/cWP-IPOazyA/s200/vescovo%2Bmorosini.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552791088227174850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana; font-size: 12px; color: rgb(67, 67, 67); line-height: 18px; "&gt;&lt;strong&gt;Prima lettera pastorale di Mons. Giuseppe Fiorini Morosini vescovo di Locri-Gerace&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:7.5pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#000066"&gt;Non dobbiamo scoraggiarci dinanzi al male che sembra essere sempre più forte del bene, ma andare avanti testimoniando la fede e annunciando il Vangelo”: E’ un’iniezione di ottimismo e di fiducia la prima lettera pastorale del vescovo di Locri-Gerace, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che ha per tema la speranza. Ha utilizzato per titolo un versetto del Salmo 31, “Riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore” e tutto il testo della lettera è un invito a guardare verso prospettive positive. “La speranza affidabile che il cristiano vive e che annuncia al mondo, non è altro che il bene ottenuto vincendo ogni forma di male” scrive il vescovo locrese che ha accompagnato la sua riflessione con numerosi documenti del Magistero della Chiesa, a partire dalla lettera enciclica di Benedetto XVI “Spe salvi”, e soprattutto con il documento dell’Episcopato Italiano “Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” e gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 “Educare alla vita buona del Vangelo”. Questa lettera pastorale, che arriva dopo due anni e mezzo di ministero episcopale a Locri, è strutturata in quattro parti oltre l’introduzione e si prefigge l’obiettivo, come ha spiegato il vescovo, di “consolidare la speranza nella Locride”. Monsignor Fiorini Morosini ha ricordato che “la speranza annunciata dalla Chiesa non è illusione, ma cammino lungo e difficile, della cui riuscita è garante il Cristo morto e risorto”. Di particolare rilevanza la richiesta di perdono “per la parte di responsabilità che la comunità cristiana ha nei confronti dei mali esistenti tra noi” e l’appello finale agli affiliati della ‘ndrangheta affinché ritornino sulla strada della legalità. A quest’ultimi ha detto: “Ritornate sui vostri passi in nome di quel Dio, nel quale dite di credere, e in nome della Vergine Maria, verso la quale ostentate devozione e affetto” sono le parole del vescovo, che ha aggiunto: “Restituiteci serenità e pace. Riconciliatevi tra voi, ricordando il sangue versato inutilmente negli anni passati, durante i quali si sono sviluppate faide sanguinose, che hanno distrutto famiglie e svuotato paesi”. Sono innumerevoli gli spunti offerti dalla lettera pastorale, che affronta il terreno della criminalità organizzata in ogni suo aspetto. “La Chiesa –scrive ancora il presule- forse unica istituzione, crede nel recupero di chi ha sbagliato e scommette su di lui attraverso la sua azione pastorale, e non ha paura di essere sola su questo fronte, ma va avanti con coraggio” Sul tema della misericordia monsignor Fiorini Morosini si sofferma ampiamente ed esplicitamente spiega: “Nel nostro territorio l’annuncio della speranza legata alla misericordia deve tener conto di due referenti particolari: le vittime della violenza e quanti la praticano. Ai primi esprimo solidarietà, agli altri rivolgo l’invito forte del Vangelo: convertitevi, perché c’è misericordia anche per voi”. La riflessione del presule si sviluppa affrontando il significato della speranza cristiana ed esaminando il cammino che la diocesi di Locri-Gerace sta compiendo per annunciare la speranza. Particolare importanza viene data all’impegno nel campo della formazione, mentre un capitolo viene dedicato alla condivisione della speranza con gli altri soggetti che operano nel territorio, innanzitutto con i comuni assieme ai quali occorre pensare “ad un progetto ad ampio respiro, con un particolare interesse verso i piccoli centri, che sembrano condannati a morire”. Monsignor Fiorini Morosini che lascia chiudere la lettera dalle parole del Salmo 46, ha voluto affidare a Maria la speranza di rinascita della Locride ed alla Madonna ha chiesto la protezione “affinché dinanzi a tutte le difficoltà che sentiamo, e di fronte a tutti i segnali di morte e di disperazione che ci sono sul nostro territorio, noi non cediamo alla tentazione della sfiducia, dell’abbattimento, della disperazione”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:7.5pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#000066"&gt;&lt;b&gt;Giovanni Lucà&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:7.5pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#000066"&gt;&lt;a href="http://www.calabriaecclesia2000.it/"&gt;http://www.calabriaecclesia2000.it/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="apple-style-span"&gt;&lt;span style="font-size:7.5pt; line-height:115%;font-family:&amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;color:#000066"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-3967488537451437238?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.calabriaecclesia2000.it/' title='“Riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore”'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3967488537451437238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3967488537451437238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2010/12/riprendete-coraggio-o-voi-tutti-che.html' title='“Riprendete coraggio, o voi tutti che sperate nel Signore”'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/TQ96EyW8ScI/AAAAAAAAAPA/cWP-IPOazyA/s72-c/vescovo%2Bmorosini.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-2031072439643652264</id><published>2010-07-23T03:24:00.000-07:00</published><updated>2010-07-23T03:32:20.392-07:00</updated><title type='text'>Mongiana - Pazzano: insieme per l’Archeologia Industriale</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/TElvcCtxewI/AAAAAAAAAOo/329Sr_cOUDo/s1600/miniera2g.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 129px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497047347738278658" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/TElvcCtxewI/AAAAAAAAAOo/329Sr_cOUDo/s200/miniera2g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;Nella sala del consiglio comunale di Mongiana in provincia di Vibo Valentia, nei giorni scorsi, è stato sottoscritto uno “storico” protocollo d’intenti, considerato che il comune vibonese assieme a quello locrideo in passato, hanno rappresentato un polo industriale omogeneo e trainante per l’intera industria siderurgica meridionale. Ad introdurre i lavori, alla presenza di autorità civili e militari, tra cui l’on. assessore alla cultura della Regione Calabria prof Mario Caligiuri, gli onorevoli consiglieri regionali Grillo e Salerno, è stato il sindaco della città delle pre-serre calabre Rosamaria Elena Rullo, la quale, dopo i saluti di indirizzo, ha affermato che «con questo protocollo d’intenti diamo realmente avvio a una grande operazione che porterà alla creazione di una rete museale diffusa di archeologia industriale che costituirà una delle più interessanti risorse turistiche e culturali del comprensorio a cavallo tra le due province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. La realizzazione del nostro progetto contribuirà alla piena rinascita dell'area che si avvia a diventare un polo integrato di attrazione turistica economica, e culturale». «Soddisfazione e gratitudine» sono state espresse dal sindaco di Pazzano, Franco Depace, il quale dopo aver fatto un excursus storico del grazioso borgo della vallata dello Stilaro, ha evidenziato «come tale territorio in passato e per oltre due millenni ha visto attivo nelle sue fiumare e nei monti un complesso e variegato apparato industriale imperniato principalmente sull’attività mineraria, sulla siderurgia e sulla metallurgia». All’evento di sabato registrato anche l’intervento del presidente della proloco di Pazzano, Renzo Campanella, chiamato insieme al suo “collega” della proloco Mongiana a essere parte integrante e attiva del progetto, il quale ha spiegato come questo primo passo di intenti, tra due realtà distanti territorialmente ma vicini nelle tradizioni e nella storia, «rappresenti un momento storico per entrambe le comunità in termini di sviluppo turistico e culturale». Rivolgendosi all’onorevole assessore Caligiuri, il presidente Campanella ha espresso, nonostante la sua appartenenza politica ad un schieramento opposto, grande voglia e necessità di una forte e sinergica collaborazione lavorativa nel campo della tutela del patrimonio calabrese. Secondo Danilo Franco, promotore del protocollo d’intenti e attento conoscitore di archeologia industriale, già presidente dell’Acai e ispettore onorario della soprintendenza archeologica della Calabria, prima di ogni cosa è necessario conoscere le proprie origini per avere una propria identità. Nel suo intervento Franco ha ricordato il ruolo primordiale ricoperto dall’area nel contesto dell’Unificazione d’Italia e la figura della Real casa di Borbone. A concludere i lavori è stato l’onorevole Mario Caligiuri, che, entusiasmando i presenti per la sua singolare cultura, ha dimostrato totale apprezzamento e chiara disponibilità nel portare avanti l’ambizioso progetto che vedrà, tra l’altro, la realizzazione di due musei uno a Mongiana, nell’antica fabbrica d’armi l’altro a Pazzano nella costruenda struttura di via delle miniere. Dopo la stesura del protocollo d’intenti gli intervenuti hanno visitato il celebre santuario mariano di Montestella e la città di Pazzano alla presenza anche di Luigi Sbarra (Cisl) e dei sindaci dell’intera valle dello Stilaro. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Elia Fiorenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="mailto:elia.fiorenza@libero.it"&gt;elia.fiorenza@libero.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-2031072439643652264?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2031072439643652264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2031072439643652264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2010/07/mongiana-pazzano-insieme-per.html' title='Mongiana - Pazzano: insieme per l’Archeologia Industriale'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/TElvcCtxewI/AAAAAAAAAOo/329Sr_cOUDo/s72-c/miniera2g.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-999598334171894826</id><published>2010-05-19T09:15:00.000-07:00</published><updated>2010-05-25T02:40:42.092-07:00</updated><title type='text'>Una voce disse dall'alto. Guai ai vinti!... e le fiamme irruppero attorno alla Chiesa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/S_QQwGDGvTI/AAAAAAAAAMg/WTzdT3KrerM/s1600/PICT3443.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/S_QQwGDGvTI/AAAAAAAAAMg/WTzdT3KrerM/s400/PICT3443.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473017865605397810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di IVAN VACCARI&lt;/span&gt; - &lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Scoperta un’inedita incisione autentica, dal titolo “Massacro dei partigiani di Campanella”, risalente all’anno 1862-63. La litografia, incisa da Giacomo Carelli (Piemonte 1812-1887&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;)&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;, su acciaio, in ottimo stato, misure 29 x &lt;st1:metricconverter productid="19 a" st="on"&gt;19 a&lt;/st1:metricconverter&gt; piena pagina, su carta pesante, con margini bianchi e con retro bianco, è opera del celebre artista friulano Antonio Masutti (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;1813-1892&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;), considerato fra migliori disegnatori litografi della sua epoca&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;La pregiata e suggestiva litografia ritrae il frate, in chiesa, con abito domenicano e con la bandiera crociata in mano, attorniato dai suoi seguaci increduli e sgomenti per l’essere stati scoperti, con il viso solcato dalla paura, quasi intravedendo la sorte che di lì a poco sarebbe giunta. Il frate, infatti, addita ai suoi un soldato spagnolo che, dall’alto di un finestrone della Chiesa, indica, con il dito proteso verso il basso, i rivoltosi, dando via all’intervento dell’esercito per soffocare la cospirazione. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;Tommaso Campanella, frate Domenicano, fin dalla sua giovinezza assunse un atteggiamento di ribellione verso l’autorità costituita e verso i dogmi imposti a quel tempo. Si dedicò con fervore, e di nascosto, alla lettura di testi che contraddicevano e criticavano le convinzioni aristoteliche del tempo, lo scolasticismo conventuale, la corruzione della Chiesa. Fu affascinato dalla magia e dall’astrologia. Singolare e rispecchiante appieno il suo stato d’animo ed intimo convincimento, è un passo della poesia filosofica “Il Mondo”: &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia&lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;. Per le sue idee rivoluzionarie, dopo aver subito diversi processi per eresia, nel 1598 fu forzatamente costretto al rientro in Calabria, a Stilo, nel convento di Santa Maria del Gesù. Con tale obbligato rientro lo si voleva costringere, isolato, a sconfessare le proprie dottrine dichiarate eretiche. Il frate, però, non rimase tranquillo a meditare nel suo convento. In Calabria regnava il malcontento per la decadenza causata dal dominio degli Spagnoli, la popolazione era oppressa, viveva di stenti e completamente isolata a livello politico e culturale. La potenza Spagnola, in un primo momento, era stata vista dal frate quale speranza per l’auspicata costituzione di una &lt;/span&gt;&lt;i style="font-family: times new roman; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;comunità politica universale, &lt;/i&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;che potesse risollevare le sorti del martoriato popolo Calabrese. In realtà gli Spagnoli, anziché frenare l’arbitrio baronale e feudale, aggiunsero, a questo, anche il loro. Campanella accusò gli Spagnoli di non governare con principi cristiani e di non essere la salvezza tanto sperata dalla gente Calabrese. Facendo leva sul fervore antispagnolo, credendo che la fine del mondo era prossima, così come predetto da Gioacchino da Fiore (altro frate calabrese, ca. 1130-1202), e confermato dalle proprie osservazioni astrologiche, si convinse che l’imminenza dell’arrivo del nuovo secolo fosse fatidica per il mutamento sperato. Era necessario ordire una cospirazione per abbattere il dominio spagnolo in Calabria ed instaurare la “Repubblica Calabrese”, quale società basata su una comunità politica unica, una religione unica e naturale (principi che ispireranno la stesura della “Città del Sole” - 1902). Pertanto, dai primi mesi del 1599, iniziò, in una chiesa di Stilo, a divulgare tali idee di ribellione, di riscatto sociale e culturale, di stravolgimento politico, in vista dell’obiettivo finale della nascita della Repubblica, la più perfetta, ideale e mirabile del mondo, guidata dal Santo Padre. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:times new roman;" &gt;Le sue parole ed il suo innato carisma oltrepassarono le soglie della città di Stilo, fino a ricevere l’appoggio oltre che di frati, anche di vescovi, banditi, nobili del luogo e finanche dei Turchi. Gli Spagnoli, grazie ad imprudenze e delazioni, scoprirono tale congiura ed inviarono, nella zona dei ribelli, il principe di Cariati, Carlo Spinelli, con il compito di soffocare, sul nascere, la rivolta contro gli Spagnoli. &lt;/span&gt;&lt;span style="color:black;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il frate, nella sua corsa verso il sogno utopistico, condiviso da tanti, venne tradito ed arrestato con altri seguaci per poi essere tradotto a Napoli, nel mese di settembre 1599. Venne processato per le gravi accuse di eresia e ribellione al re cattolico Filippo III di Spagna. Dopo atroci torture, Campanella non confessò e, fingendosi pazzo, riuscì a salvarsi dalla condanna a morte, trasformata in quella di carcere perpetuo. Carcere che durò ben ventisette anni. Il suo decesso avvenne a Parigi, il 21 maggio 1639.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-999598334171894826?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/999598334171894826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/999598334171894826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2010/05/una-voce-discese-dallalto-guai-ai-vinti.html' title='Una voce disse dall&apos;alto. Guai ai vinti!... e le fiamme irruppero attorno alla Chiesa'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/S_QQwGDGvTI/AAAAAAAAAMg/WTzdT3KrerM/s72-c/PICT3443.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-284968250671633063</id><published>2009-08-03T02:43:00.000-07:00</published><updated>2009-08-03T02:47:03.903-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montestella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stilaro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Locride'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elia Fiorenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bivongi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stilo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pazzano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mons. Morosini'/><title type='text'>Pazzano: tutto pronto per la Festa di Maria SS.ma di Montestella</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;          di Elia Fiorenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SnaxvtX1YkI/AAAAAAAAAMI/oncVo3Z7JVk/s1600-h/grotta+montestella.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5365671439250055746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SnaxvtX1YkI/AAAAAAAAAMI/oncVo3Z7JVk/s320/grotta+montestella.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Pazzano (RC)&lt;/strong&gt; - Si avvicina la notte dell’Assunta celebrata nell’antico Eremo-Santuario di Montestella, in Pazzano. Tutto merito del lodevole e certosino lavoro del rettore don Enzo Chiodo tra l’altro direttore dell’ufficio diocesano per i Beni Culturali ecclesiastici che negli ultimi anni ha fatto “resuscitare” il sacro luogo di culto mariano. Un eremo incastonato nelle rocce calcaree del Monte Stella, ove una statua della Vergine bianchissima in marmo splendido, in atteggiamento di preghiera invita a guardare al cielo, raccogliendo le gioie e le ansie di tanti pellegrini e turisti che invadono il sacro monte soprattutto nel mese di agosto. E’ un luogo che invita alla ricerca di sé e di Dio. In un tempo come il nostro di dispersione, nasce il bisogno di scoprire la verità nel silenzio dell’eremo, come gli antichi monaci. In occasione della festa, quest’anno la direzione del Santuario, sotto la guida del rettore don Enzo Chiodo, ha organizzato una mostra d’arte sacra di icone sulla vita e sulla teologia di S. Paolo, opera della comunità monastica diocesana “Sorelle di Gesù”, che sarà inaugurata da Mons. Femia, vicario generale della Diocesi il 6 agosto alle ore 19. Giorno 11 agosto e giorno 23 alle ore 18.00, le eremite faranno due conversazioni culturali sulla vita di S. Paolo attualizzata ai giorni nostri. Due importanti appuntamenti con suor Rossana Leone che affronterà il tema “La vocazione di San Paolo attraverso il linguaggio dell’icona” e con suor Renata Bozzetto che relazionerà su “Teologia della Croce e spiritualità paolina attraverso il linguaggio dell’icona”. La notte del 14 agosto alle ore 23,00 Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo della diocesi di Locri Gerace, benedirà la Via Lucis che arricchirà il santuario di 14 nuove opere d’arte, che inviteranno il pellegrino ed il turista a ricuperare il bisogno di luce per affrontare la via crucis di ogni uomo.“L’Assunzione di Maria in anima e corpo - spiega il rettore don Enzo Chiodo - è il dono prezioso del Signore Risorto. Essa anticipa ciò a cui gli uomini aspirano da sempre: la speranza dell’eternità quale forza per affrontare il presente. Inviterà tutti a riscoprire il valore della croce quale via privilegiata per arrivare alla gloria, la necessità di saper affrontare le difficoltà con la luce della risurrezione di Gesù. Solo in Lui è possibile passare dalle tenebre alla luce”.&lt;br /&gt;La «Via lucis» spiegata dal Rettore don Enzo Chiodo&lt;br /&gt;153. In tempi recenti, in varie regioni, si è venuto diffondendo un pio esercizio denominato Via lucis. In esso, a guisa di quanto avviene nella Via Crucis, i fedeli, percorrendo un cammino, considerano le varie apparizioni in cui Gesù – dalla Risurrezione all’Ascensione, in prospettiva della Parusia – manifestò la sua gloria ai discepoli in attesa dello Spirito promesso (cf. Gv 14, 26; 16, 13-15; Lc 24, 49), ne confortò la fede, portò a compimento gli insegnamenti sul Regno, definì ulteriormente la struttura sacramentale e gerarchica della Chiesa. Attraverso il pio esercizio della Via lucis, i fedeli ricordano l’evento centrale della fede – la Risurrezione di Cristo – e la loro condizione di discepoli che nel Battesimo, sacramento pasquale, sono passati dalle tenebre del peccato alla luce della grazia (cf. Col 1, 13; Ef 5, 8). Per secoli la Via Crucis ha mediato la partecipazione dei fedeli al primo momento dell’evento pasquale – la Passione – e ha contribuito a fissarne i contenuti nella coscienza del popolo. Analogamente, nel nostro tempo, la Via lucis, a condizione che si svolga con fedeltà al testo evangelico, può mediare efficacemente la comprensione vitale dei fedeli del secondo momento della Pasqua del Signore, la Risurrezione. La Via lucis può divenire altresì un’ottima pedagogia della fede, perché, come si dice, «per crucem ad lucem». Infatti con la metafora del cammino, la Via lucis conduce dalla constatazione della realtà del dolore, che nel disegno di Dio non costituisce l’approdo della vita, alla speranza del raggiungimento della vera meta dell’uomo: la liberazione, la gioia, la pace, che sono valori essenzialmente pasquali. La Via lucis, infine, in una società che spesso reca l’impronta della “cultura della morte”, con le sue espressioni di angoscia e di annientamento, è uno stimolo per instaurare una “cultura della vita”, una cultura cioè aperta alle attese della speranza e alle certezze della fede. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-284968250671633063?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/284968250671633063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/284968250671633063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2009/08/pazzano-tutto-pronto-per-la-festa-di.html' title='Pazzano: tutto pronto per la Festa di Maria SS.ma di Montestella'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SnaxvtX1YkI/AAAAAAAAAMI/oncVo3Z7JVk/s72-c/grotta+montestella.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-9109384018120707274</id><published>2009-06-21T04:02:00.000-07:00</published><updated>2009-06-21T04:05:00.008-07:00</updated><title type='text'>Scoperta in Francia una nuova iconografia di Tommaso Campanella</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/Sj4TxpZMM5I/AAAAAAAAAMA/cAEC1j3gJGk/s1600-h/campanella+nuova.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 241px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/Sj4TxpZMM5I/AAAAAAAAAMA/cAEC1j3gJGk/s320/campanella+nuova.png" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5349735151008756626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;di Elia Fiorenza&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;(articolo pubblicato su l'Avvenire di Calabria - giugno 2009)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una sconosciuta “iconografia” di Tommaso Campanella, databile al XVIII secolo, è stata scoperta in Francia, a Parigi. La litografia incisa da Ferdinand, in acciaio in ottimo stato, (misure 15x24) a piena pagina, su carta pesante, con margini bianchi e con retro dello stesso colore è opera del celebre artista francese R. de Moraine. Nella pregiata stampa si riconosce il frate stilese, in abito domenicano, inginocchiato ad implorare due signorotti dell’epoca in prossimità di un’imbarcazione, mentre sullo sfondo vi si nota su di una piccola altura il santo Crocefisso. Tommaso Campanella, con cui si conclude il pensiero rinascimentale, nacque domenica cinque settembre del 1568 alle ore sei pomeridiane a Stilo in Calabria ed entrò nell'Ordine dei Domenicani a quattordici anni. Astrologo, medico e mago, governato da un’ansia di innovazione universale, sicuro di avere una missione da compiere, inesauribile nella sua opera, straordinariamente colto, scrisse le sue opere con forza irrefrenabile come “un vulcano in eruzione”. Deluso dell’Aristotelismo e del Tomismo, studiò vari filosofi e scritti orientali. L’“indisciplina” dei conventi domenicani meridionali gli permise di frequentare a Napoli Giovan Battista Della Porta, estimatore di magia. Nel 1591 subì un primo processo per eresia e pratiche magiche. Restò pochi mesi in carcere e, uscito, anziché ritornare nei conventi della sua Povincia, disobbedendo a quanto gli era stato imposto, partì per Padova, dove conobbe Galileo Galilei. Seguirono altri tre processi: uno a Padova e due a Roma (1596 e 1597). Alla fine, fu costretto a ritornare a Stilo nella Calabria Ultra, con proibizione di predicare e confessare e con il compito di chiarire l'ortodossia dei suoi scritti. Ma le sue preoccupazioni di rinnovamento, i sogni di riordini religiosi e politici, le visioni di tipo messianico, esaltate dalle sue concezioni astrologiche, lo spinsero a ordire e a predicare una rivolta contro la Spagna, che avrebbe dovuto costituire l'inizio del suo grandioso disegno. Ma nel 1599 Campanella, tradito da alcuni cospiratori, venne arrestato, incarcerato e condannato a morte. Il frate di Stilo salvò dalla morte con abilissimo inganno di follia, che egli seppe con forza sostenere anche attraverso le prove di verifica più dure e crudeli. La condanna a morte fu trasformata in quella di carcere perpetuo. Il carcere, che durò ben ventisette anni, dapprima durissimo, divenne via via più tollerabile, fino a divenire quasi solo formale. Campanella poté scrivere i suoi libri, tenere corrispondenza e ricevere visite. Nel 1626 il re di Spagna lo fece scarcerare, ma la libertà durò assai poco, perché il Nunzio apostolico lo fece incarcerare di nuovo e trasferire a Roma nelle carceri del Santo Uffizio. Ma qui le sorti di Campanella cambiarono completamente, a motivo della protezione di papa Urbano VIII, tanto che loco carceris fra Tommaso ebbe a disposizione nientemeno che il palazzo del Santo Uffizio. Mentre era in carcere a Napoli, i suoi disegni politici si erano orientati verso la Spagna, considerata come la potenza che avrebbe potuto realizzare la desiderata «innovazione universale»; ma a Roma Campanella divenne filo-francese. Per tale motivo, essendo stata scoperta a Napoli nel 1634 una congiura contro gli spagnoli, organizzata da un discepolo di Campanella, il filosofo calabrese venne ingiustamente considerato corresponsabile, e per questo dovette fuggire a Parigi, sotto falso nome e “travestito” da frate minore conventuale, sotto la protezione dell'ambasciatore di Francia. Dal 1634 Campanella visse a Parigi momenti di notorietà, ammirato e ossequiato da molti dotti e da diverse famiglie aristocratiche. Il re Luigi XIII gli assegnò un modico sostentamento; fu amico del potentissimo card. Richelieu. Il suo decesso avvenne il 21 maggio 1639, mentre cercava invano, con le sue tecniche astrologiche, di tener lontana la morte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-9109384018120707274?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/9109384018120707274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/9109384018120707274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2009/06/scoperta-in-francia-una-nuova.html' title='Scoperta in Francia una nuova iconografia di Tommaso Campanella'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/Sj4TxpZMM5I/AAAAAAAAAMA/cAEC1j3gJGk/s72-c/campanella+nuova.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-5560468796032536204</id><published>2009-04-05T04:25:00.000-07:00</published><updated>2009-04-05T04:29:25.113-07:00</updated><title type='text'>SER Mons. Giuseppe F. Morosini (Locri-Gerace) in occasione della Santa Pasqua</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SdiVl5EpsZI/AAAAAAAAALw/n00nBPrQwTU/s1600-h/morosini.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SdiVl5EpsZI/AAAAAAAAALw/n00nBPrQwTU/s400/morosini.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321167437946270098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di Elia Fiorenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Nell’imminenza delle feste pasquali il mio pensiero corre a tutti voi per dirvi il mio affetto, la mia vicinanza, il mio augurio, l’assicurazione delle mie preghiere, la mia disponibilità ad accompagnarvi nel vostro cammino di fede”.  Comincia così il messaggio per la Santa Pasqua inviato alla diocesi di Locri - Gerace dal vescovo Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini. Il Presule augura “una Pasqua serena nell’intimità gioiosa e festosa delle vostre famiglie, riconciliati con Dio con i sacramenti pasquali, a termine del cammino quaresimale. Le difficoltà economiche del momento presente, che aumentano le croniche difficoltà della nostra terra, non sono sicuramente elemento di serenità e di gioia. Ma è Pasqua anche e nonostante questo clima di aumentata difficoltà e di incertezza”. “Noi - continua Mons. Morosini - non dobbiamo mai perdere la speranza perché siamo chiamati a rendere ragione della speranza che è in noi. Dobbiamo continuare ad aver fiducia nel Signore e nella nostra capacità di sopportazione e di ripresa. Del resto la vittoria del Signore risorto sulla morte è per noi motivo di speranza: egli ci dà forza per sopportare il momento presente e ci aiuterà a traghettare verso il superamento delle nostre difficoltà”. Il vescovo Morosini augura che “ il Risorto ci dia la speranza che saremo anche noi vittoriosi del male dentro di noi e attorno a noi”. “La Pasqua - spiega il Pastore - sarà per noi felice e ricca di benefici, se sapremo celebrarla in modo veramente cristiano. Voglio esortarvi allora, miei cari fratelli, a far tesoro di tutte le iniziative sia liturgiche che tradizionali. I nostri padri ci hanno lasciato in eredità per la settimana santa tanti riti e cerimonie, con i quali hanno voluto manifestare visivamente i contenuti di fede che celebravano attraverso i riti liturgici. Il nostro sforzo oggi deve essere quello di riportare tali riti alla loro motivazione originaria, restituendo alle celebrazioni liturgiche la loro centralità. Non è bello vedere le piazze affollate la mattina di Pasqua per la celebrazione dell’incontro di Maria con Gesù risorto e costatare che in Chiesa durante la veglia pasquale ci sia poca gente. E’ invece la Veglia tra sabato e domenica la vera celebrazione della Pasqua: essa è il centro di tutto l’anno e il cuore della nostra fede. Lo stesso dicasi per i riti del Venerdì santo. E’ in Chiesa che facciamo il nostro atto di fede nella croce di Cristo; poi quella croce, nella quale crediamo e nella quale abbiamo riposto la nostra speranza, la portiamo per le nostre strade, chiedendo che essa dia luce e forza a tutte le vicende della vita”. In conclusione il vescovo di Locri - Gerace è sicuro di “quanto ci si tenga nei vari paesi a questi riti; ma vi potrete rendere conto che non si tratta di abolire niente, ma solo di riordinare tutto secondo una scala di valori. Ci vuole poco, miei cari, a ricollocare tutto nel giusto ordine: prima i riti liturgici, poi le devozioni popolari. Inoltre bisogna valutare se tutti i riti tramandati attraverso la tradizione rispondo al vero significato liturgico. Sarà un impegno di riflessione per il nuovo anno. So che la vostra fede è grande: è ad essa che mi appello perché possiate capire ed accogliere questo mio invito. Mi affido al senso di responsabilità e alla dedizione delle varie Confraternite e Comitati festeggiamenti. Ancora una volta, buona Pasqua”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-5560468796032536204?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/5560468796032536204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/5560468796032536204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2009/04/ser-mons-giuseppe-f-morosini-locri.html' title='SER Mons. Giuseppe F. Morosini (Locri-Gerace) in occasione della Santa Pasqua'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SdiVl5EpsZI/AAAAAAAAALw/n00nBPrQwTU/s72-c/morosini.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-7598462286072929664</id><published>2009-03-22T12:35:00.000-07:00</published><updated>2010-07-17T12:47:00.687-07:00</updated><title type='text'>Locride</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/ScaUnyiIzBI/AAAAAAAAALY/9zZ-6zI1gig/s1600-h/Morosini+san+Luca.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Il parroco: «bisognava sconfiggere una mentalità atavica figlia di credenze popolari» &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il paese della faida fa pace in chiesa &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;In 300 per essere liberati dalla maledizione dopo la strage di Duisburg&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;SAN LUCA (Reggio Calabria) — Miracolo a San Luca. Gli uomini si pentono e s'inginocchiano davanti a Dio. «Che fine avete fatto. Dove sta la vostra virilità? Siete venuti in chiesa come tante femminelle! ». Così, in un mix di ironia e provocazione, sono stati accolti mercoledì sera da monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri, i circa 300 uomini che, per la prima volta nella storia del paese di Corrado Alvaro hanno messo piede nel tempio di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAI UN UOMO IN CHIESA PRIMA D'ORA - Mai prima d'ora un rappresentante del sesso forte aveva oltrepassato il sagrato della chiesa di Santa Maria della Pietà. Neanche in occasioni di matrimoni, funerali o altre manifestazioni di culto. «Una mentalità atavica, figlia di credenze popolari che è stato difficile sconfiggere sino a oggi», spiega don Pino Strangio, parroco di San Luca. Vecchie tradizioni paesane vogliono femmine e uomini separati durante manifestazioni religiose e pubbliche. Alle bambine è vietato giocare con i loro coetanei. Ai funerali le donne stringono le mani alle donne, gli uomini agli uomini. E durante i matrimoni gli uomini attendono la sposa fuori dalla chiesa e porgono gli auguri soltanto agli uomini. Ecco quindi il perché della provocazione del vescovo di Locri. Il prelato ha sfidato l'ambiente ostile e spietato di San Luca, sfinito da troppi lutti che hanno indotto uomini d'onore e non a rivolgersi a Dio per ottenere il perdono divino. La strage di Duisburg ha ferito la comunità di San Luca. Nel paese alle pendici dell'Aspromonte si è radicata la convinzione di essere vittime di una sorta di maledizione e che per scacciarla fosse necessaria la benedizione di Gesù. Sono stati proprio gli stessi protagonisti di storie di 'ndrangheta, ma anche gente comune, giovani, anziani, a rivolgersi al prelato per chiedere il suo intervento affinché a San Luca si ristabilisse quel clima di serenità perso e dimenticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL RUOLO DELLA CHIESA - «La Chiesa anche a San Luca ha un ruolo e un fascino che non hanno eguali ed è per questo che non si possono tradire le attese della gente», ha detto il vescovo Morosini. «Verrò a benedirvi, ma in cambio vi chiedo un atto di coraggio. Voglio tutti gli uomini in chiesa, e solo gli uomini, a pregare». Scommessa vinta. Con gli uomini tutti in religioso silenzio ad ascoltare a capo chino le parole del vescovo. «Perdonate i vostri nemici, siate sobri e non accumulate tesori illeciti, date valore alla famiglia e non approfittate dei vostri ruoli», ha ammonito monsignor Morosini. Alla fine l'applauso ha sancito un legame storico tra i due mondi fino ad allora separati. A San Luca l'altra sera c'erano solo uomini per le strade. E quando il «corteo dei 300» si è mosso dalla chiesa per raggiungere la piazza, attraversando le vie del paese, nessuna donna ha osato affacciarsi ai balconi. Ma la giornata resterà nella memoria. Come l'immagine del vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, che da una balaustra, attaccato a quella che fu la casa di Corrado Alvaro, è riuscito a benedire, anche se ancora divisi, uomini e donne di San Luca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Macrì (Corriere della Sera)&lt;br /&gt;21 marzo 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-7598462286072929664?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.corriere.it' title='Locride'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/7598462286072929664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/7598462286072929664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2009/03/il-parroco-bisognava-sconfiggere-una.html' title='Locride'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-1846330515901605493</id><published>2009-01-31T04:07:00.000-08:00</published><updated>2009-01-31T04:11:48.069-08:00</updated><title type='text'>Giorgio Napolitano "scopre" Tommaso Campanella</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SYQ_mqaq0FI/AAAAAAAAALA/I-STSNyqaP4/s1600-h/citta-del-sole---lg.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 254px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SYQ_mqaq0FI/AAAAAAAAALA/I-STSNyqaP4/s320/citta-del-sole---lg.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297428995148271698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I libri di studio del giovane Campanella ammirati dal Presidente della Repubblica &lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Intervista allo scrittore Claudio Stillitano)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nei giorni scorsi è stato in Calabria per una visita istituzionale, ha avuto modo di ammirare, nel complesso monumentale del San Domenico di Lamezia Terme, un estimabile patrimonio librario: le cinquecentine conservate nella Casa del Libro Antico dello stesso Comune e provenienti dalla librarìa del convento dell’Annunziata di Nicastro, dove, nell’anno scolastico 1585-1586, studiò il filosofo Tommaso Campanella, che, nell’anno precedente, dopo aver emessa la professione, era stato nel convento di San Giorgio Morgeto (in quest’ultima sede il frate domenicano scrisse versi «in metro eroico e ritmo saffico», compose alcune lectiones logicae, phisicae et animasticae, andate perdute, e delle iscrizioni poetiche per l’arco trionfale e gli altari della chiesa locale). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Gran parte di questi volumi («veri e propri esemplari del XVI secolo, unici al mondo», come li ha definiti la prof. Giovanna De Sensi Sestito, docente presso l’Università degli Studi della Calabria) conservano ancora intatte, quasi fossero state apposte di recente, molte note autografe del frate domenicano, il quale, come lo stesso scrive nel sonetto Anima immortale, divorò «quanti libri tiene il mondo» per «saziar l’appetito mio profondo».&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chiediamo allo studioso e scrittore stilese Claudio Stillitano – che da alcuni anni si interessa delle vicende biografiche e del pensiero politico ed esoterico del più grande poligrafo del tardo Rinascimento (la sua ultima ricerca, che ha come titolo di Il segreto di Campanella, è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica) – quali sono i libri che hanno suscitato l’attenzione e la “curiosità” del Capo dello Stato, il quale, consultando questi testi preziosi, si è impegnato a far valorizzare l’enorme produzione letteraria, filosofica e scientifica del domenicano, sulla scia dell’esempio e dell’insegnamento di Eugenio Garin (1909-2004).&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«Prima di parlare delle cinquecentine dell’ex-convento di Nicastro, voglio soffermarmi sul riferimento che il presidente Napolitano ha fatto ad Eugenio Garin, all’autorevole e grande storico della filosofia dell’Umanesimo e del Rinascimento. Questo illustre studioso è stato tra i pochi, con lo storico Luigi Firpo e la prof. Germana Ernst, a riconoscere il ruolo che Campanella ebbe nel rinnovamento e nella «rinascita degli spiriti» della cultura europea. Nella sua Storia della filosofia italiana Eugenio Garin, andando controcorrente, scrisse che il frate di Stilo fu un autentico intellettuale, capace di intuire l’inscindibilità dell’idealizzazione teorica dalla lotta politica (teoria e prassi), un filosofo coerente con se stesso, in quanto non abbandonò mai i suoi ideali, “sia quando, quasi contemporaneamente alla Città del Sole, stendeva la Monarchia di Spagna, sia quando, nel 1605, componeva la Monarchia del Messia”. Garin scrisse addirittura che, pur riaffermando i valori e le dottrine del cristianesimo, Campanella non mutò mai “la sua adesione alla religione della natura, a quella che lo Stilese considerava il vero maestro, in quanto parlava direttamente il linguaggio divino e permetteva di penetrare nei segreti di Dio”. Campanella, in sostanza, non si accontentava più, come i filosofi che lo avevano preceduto, di interpretare il mondo, pensava che era venuto il momento per cambiarlo. Quanto ai libri, occorre fare ancora un’altra premessa».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si riferisce, forse, al carattere turbolento e all’irrequietezza intellettuale del giovane Campanella?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«E’ proprio di questo che voglio parlare. A Nicastro, Tommaso Campanella manifesta, in modo evidente, la sua insoddisfazione per la filosofia aristotelica e gli insegnamenti che venivano propinati nei vari conventi domenicani. Questo suo essere “sempre contraddicente” gli procurerà l’avversione e l’ostilità dei suoi superiori, uno dei quali (fra Antonino da Prato, come è stato identificato dallo studioso campanelliano padre Carlo Longo) pronuncerà le famose parole, che anticiperanno le disavventure processuali a cui il roccioso frate calabrese andrà incontro: “Campanella, Campanella, tu non farai bon fine”. Nel convento dell’Annunziata, il domenicano, oltre a studiare instancabilmente sui libri di teologia (per la sua preparazione, sarà, tra l’altro, dispensato dal seguire i corsi del terzo anno di studi), si immerge nella lettura di testi di astrologia, di magia e di superstizione e pensa già a quello che sarà un leit-motiv, un filo conduttore della sua filosofia: lo studio immediato, spontaneo, senza tramiti autoritari e aristotelici, dell’”original libro della Natura”, del mondo, “tempio di Dio”, che bisogna anteporre ai “libri e templi morti delli uomini”».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nel convento di Nicastro Campanella fa amicizia con alcuni frati che avranno un ruolo non secondario nella congiura di Calabria.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«A Nicastro il giovane Campanella conosce fra Gregorio Costa – che “in abito di merciaro et venditore di figure” (Carlo Longo) andava in giro per i paesi per istigare le popolazioni alla rivolta -; fa amicizia con i tre fratelli Ponzio: Pietro, Ferrante e Dionisio. Quest’ultimo sarà il principale collaboratore del frate nell’organizzazione della ribellione antispagnola; nel 1603 fugge a Costantinopoli e diventa musulmano, ma sarà ucciso da un giannizzero durante una rissa. La figura di questo frate estroverso resta ancora tutta da chiarire, pur essendo già note agli storici e ai biografi campanelliani quasi tutte le vicende cui il domenicano calabrese fu interessato. C’è da dire, inoltre, che fra Dionisio Ponzio fu, con Maurizio de Rinaldis (originario di Guardavalle, allora casale di Stilo, e capo secolare della congiura), fra Tommaso Campanella, fra Pietro Ponzio, uno dei quattro maggiori responsabili della congiura e un componente, con fra Giovan Battista da Pizzoni, fra Silvestro di Lauriana, fra Pietro Presterà di Stilo, fra Domenico Petrolo di Stignano, Giuseppe Bitonto di San Giorgio Morgeto, Giuseppe Jatrinoli della Grotteria, del nucleo storico della rivolta (Gianfranco Formichetti)».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa scrisse Campanella a Nicastro?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«Nella biblioteca del convento, il frate inizia a scrivere il De investigatione rerum, un’opera che andrà perduta. In quell’ambiente fa  sue, in modo quasi esasperato, ma con grande convinzione, le indicazioni inserite nelle antiche Costituzioni domenicane, dove è scritto che i libri devono essere “ordinati all’utilità pubblica” e devono avere, quindi, un valore strumentale nella conoscenza e nello studio dei filosofi e dei savi, i quali, per Campanella, devono perseguire il riscatto culturale, spirituale e politico degli uomini e il raggiungimento di una società più giusta, retta dalla ragione e da “propositi naturali e astrologici”: quella che il filosofo poi descriverà nella sua operetta utopica, La Città del Sole».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Andiamo, dunque, alle annotazioni campanelliane che compaiono nelle cinquecentine della Casa del Libro Antico di Lamezia Terme.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«Riguardo a tali annotazioni – di cui si è occupata egregiamente la studiosa Antonella De Vinci – c’è da rilevare che alcuni libri, forse, sono stati portati a Nicastro da altri conventi, come quelli di Placanica o di San Giorgio Morgeto. Le note autografe di Campanella sono presenti, ad esempio, nell’Ars versificatoria di Joannes Despauterius (stampata a Parigi nel 1517), dove, con una grafìa nitida e controllata, il filosofo annota alcune riflessioni sul tema dell’inno, che anticipa quella sua predilezione che troverà una sistemazione adeguata nella Poetica latina. In una Grammatica (edizione napoletana del 1539) di Lucio Giovanni Scoppa troviamo alcune note di studio e sunti  che riguardano le lettere dell’alfabeto e l’arte metrica, argomenti su cui il filosofo, nella sua Grammatica, proporrà delle riforme. Ad interessarlo maggiormente – lo dimostrano le annotazioni apposte sul libro de Spiratione, interprete Pietro Alcyonio, dell’Aristotelis Stagiritae Opera (Lione, 1563) - è il tema della metrica, “che deriva dal suo interesse e desiderio di carpire il segreto dei ritmi esistenti nella natura, quale il frinire delle cicale, concerto tipico delle assolate terre meridionali”(De Vinci)».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli altri libri?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«Tra gli altri libri troviamo ancora una Vita Christi (1581) di Landolfo di Sassonia (1581), dove, leggendo alcune annotazioni, scopriamo un concetto che Campanella manterrà per tutta la sua vita: l’opposizione all’esaltazione della sofferenza attraverso il martirio della crocifissione. Questo concetto, forse di derivazione templare o rosacrociana (gnostica o catara, per alcuni), lo troviamo espresso nel sonetto (in un primo tempo attribuito da Firpo a Campanella, ma negato da Francesco Giancotti) Deh! Mira, ingrato, su quell’alto legno. Ma le annotazioni più importanti si trovano nei testi aristotelici. Nell’Epitome del Iavelli (1567), ad esempio, che su una pagina presenta un’annotazione “stravagante”, con un 7 e un 3, numeri fortemente simbolici e il disegno di una campanella, che preannuncia il sigillo personale di Campanella: una campana, appunto, con l’indice puntato e la scritta Propter Sion non tacebo (Non tacerò, non riusciranno a farmi tacere). Nella stessa opera vi è un altro indizio che fa supporre come a quel tempo il domenicano già pensasse al «sogno di una vita più bella», alla sua Città del Sole. Si tratta di una “Q”, in cui il filosofo disegna un punto, anticipando cosi il simbolo astrologico ed ermetico del sole, che si vedrà poi nei manoscritti dell’operetta utopica e stampato sul frontespizio di un’edizione della Civitas Solis». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elia Fiorenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-1846330515901605493?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/1846330515901605493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/1846330515901605493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2009/01/giorgio-napolitano-scopre-tommaso.html' title='Giorgio Napolitano &quot;scopre&quot; Tommaso Campanella'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SYQ_mqaq0FI/AAAAAAAAALA/I-STSNyqaP4/s72-c/citta-del-sole---lg.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-534014624687394314</id><published>2009-01-10T03:37:00.000-08:00</published><updated>2009-01-10T03:41:19.127-08:00</updated><title type='text'>Il Segreto di Tommaso Campanella nel libro di Claudio Stillitano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SWiJND28uUI/AAAAAAAAAJk/HCRRnm7qjXo/s1600-h/Tommaso+Campanella.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 339px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SWiJND28uUI/AAAAAAAAAJk/HCRRnm7qjXo/s400/Tommaso+Campanella.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5289628619813730626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;È  un testo accattivante e avvincente che, per la prima volta, scopre un Campanella inedito e misterioso, su cui pochi studiosi si sono soffermati, presi da interessi di ricerca ormai consolidati e dati per scontati, come il filone politico, filosofico o letterario.&lt;br /&gt;Il segreto di Campanella di Claudio Stillitano può definirsi senza dubbio una pubblicazione originale, che attrae facilmente l’attenzione del lettore e che pone tanti interrogativi sulla figura leggendaria ed enigmatica del frate domenicano, che, nel 1599, ebbe il coraggio di ideare una congiura contro il governo spagnolo e che trascorse quasi 32 anni (27 ininterrottamente) in carcere per difendere le sue idee rivoluzionarie, magiche (esoteriche), i suoi libri e il suo immenso sapere, che sconfinava in ogni campo dello scibile umano (il filosofo stilese scrisse oltre 110 testi, per un totale di 50.000 pagine!).&lt;br /&gt;Il volume – pubblicato da Arti Grafiche Edizioni (Ardore Marina (RC), Via Matteotti, 10 - telefono: 0964/629714) – raccoglie alcune leggende su Tommaso Campanella, nate intorno agli anni giovanili del filosofo e diffuse successivamente, agli inizi del 1800 e del secolo XX, ad opera probabilmente di alcuni stilesi aderenti alla loggia massonica “Colonna Enotria” e alla Sezione italiana del “Rito Scozzese - Capitolo dei Principi Rosacroce”, come fa intendere l’autore del libro, che, su tale argomento, sta approfondendo i suoi studi.&lt;br /&gt;Tra le leggende pubblicate dal giornalista e scrittore – che è anche autore teatrale, insignito di prestigiosi riconoscimenti (Premio Casentino, Premio nazionale Giangurgolo) - meritano attenzione quella denominata La leggenda d’o Suli, d’o Sennu e de Sofia e La leggenda del dito mignolo.&lt;br /&gt;La prima narra dell’apparizione, sul monte Consolino, di tre personaggi misteriosi che dicono di chiamarsi Sole, Senno e Sapienza, con evidenti richiami alla filosofia campanelliana, al Metafisico e ai tre principi collaterali (Pon, Sin e Mor) de La Città del Sole.&lt;br /&gt;Nella leggenda si narra di un’erba rintracciata e mangiata dal filosofo nella sua adolescenza (da tale “cibo” sarebbe derivato il suo eccezionale ingegno) e della costruzione di una testa, plasmata dal frate con una specie rara vegetale.&lt;br /&gt;La seconda leggenda (quella del dito mignolo) ripropone le accuse rivolte a Campanella già a partire dal primo processo del 1592, secondo le quali i poteri straordinari in suo possesso gli sarebbero derivati da uno spirito demoniaco racchiuso nell’unghia del mignolo.&lt;br /&gt;Il mignolo, riferisce Stillitano, all’atto della morte del filosofo, avvenuta a Parigi il 21 maggio 1639, sarebbe stato “strappato” dal cadavere del domenicano e spedito misteriosamente, in una teca, a Stilo, dove nel 1812 il dignitario francese Aubin-Louis Millin fece di tutto per recuperarlo, assieme ad un dipinto di «celebre pennello» raffigurante il filosofo (forse una copia di quello attualmente custodito a Beauvais, presso il Museo Dipartimentale dell’Oise).&lt;br /&gt;La “reliquia” del dito – secondo la tradizione orale e popolare stilese – fu custodita dagli aderenti ad alcune associazioni segrete (massoniche?), che diedero allo strano oggetto lo stesso significato conferitogli dai Templari (che, si dice, “adorassero” oltre ad un dito, una testa).&lt;br /&gt;La prima leggenda, con quella de L’erba della sapienza, ripropone una tematica che è prettamente ermetica: quella della fabbricazione di una testa dotata di virtù speciali, che fu particolarmente avvertita nella seconda metà del Cinquecento, nel periodo in cui la diffusione delle dottrine di Paracelso prospettò la possibilità della generazione artificiale di esseri viventi.  &lt;br /&gt;Chiediamo a Claudio Stillitano cosa rappresenta per lui la testa barbuta e parlante presente nelle leggende da lui raccolte.&lt;br /&gt;«Il simulacro – dice Stillitano – è da identificarsi con lo strano idolo venerato dai Templari, con quella sorta di testa di Giano barbuta, talvolta ritenuta parlante, forse in oro e argento. Tale figura enigmatica rappresentava, a parere dei Poveri Cavalieri di Cristo, il Redentore, “che fa fiorire gli alberi e maturare le messi”. Lo stesso potere viene attribuito al dio irlandese Dagda, che provvede al costante rinnovamento del cosmo e nel cui regno (l’aldilà) crescono tre alberi dai frutti perenni».&lt;br /&gt;Ma il Baffimetto, Bafometto o Baphomet, come viene da lei chiamato, è esistito veramente o si tratta di pura invenzione?&lt;br /&gt;«La storia del Bafometto è infinita. Sono molte le speculazioni e le ipotesi relative all’identità della testa misteriosa. Alcuni studiosi spiegano che il nome deriva dal termine arabo bahommerid, che significa moschea. Altri individuano, invece, nel termine un’altra parola araba, bahoumid, che significa vitello, con chiaro riferimento al culto del vitello d’oro dell’Antico Testamento. Altri sostengono ancora che Bafometto deriva dal greco e più precisamente dal termine baph (battesimo) e meteos (iniziazione o sapienza). C’è stato addirittura qualche scrittore che ha collegato il termine a Bapho, il porto cipriota dal quale per anni salparono i Templari con le loro navi. Altri studiosi hanno affermato che la parola ricorda il bufo, il rospo, uno degli animali più effigiati sugli stemmi dei Merovingi, un animale molto utilizzato in stregoneria (Campanella, nei primi anni della sua prigionia, si dedicò a forme di magia  rischiose e persino demoniache). C’è addirittura chi ha scritto, leggendo la parola al contrario, che Baphomet è lo slogan dei signori del Tempio: Templum Omnium Hominum Pacis Abbas (Il tempio di tutti gli uomini è il padre della pace)».&lt;br /&gt;Lei cosa pensa?&lt;br /&gt;«Io credo che nei riti dei Poveri Cavalieri di Cristo, come nelle leggende da noi raccolte, la testa ha la stessa funzione, cioè quella dell’auspicio di una perfetta conoscenza e dell’annuncio di un percorso da seguire, pena il decadimento e lo smarrimento dei risultati conseguiti o da conseguire. In fondo, noi preferiamo considerare il termine Baphomet come una parola segreta decifrabile soltanto attraverso il codice Atbash. Questo codice deriva dal libro di Geremia, dalla Bibbia, dove si usa un semplicissimo codice monoalfabetico per cifrare la parola Babele: la prima lettera dell’alfabeto ebraico (Aleph) viene cifrata con l’ultima (Taw), la seconda (Beth) viene cifrata con la penultima (Shin) e cosi via. Da queste quattro lettere è derivato il nome Atbash (A con T, B con SH). Tale sistema alfabetico ci dice che la parola va tradotta con Sophia, la conoscenza, figura centrale per lo sviluppo dell’individuo e la sua rinascita spirituale, come centrale, in una delle leggende campanelliane, è la figura di Sofia che, assieme al Sole e al Senno, cerca di portare sulla strada della saggezza il ragazzo protagonista del racconto».&lt;br /&gt;Questa interpretazione potrebbe essere accusata di troppa fantasia, visto che Campanella, nato nel 1568, quando i Templari erano già stati sciolti e perseguitati da alcuni secoli, non poteva aver conosciuto o praticato l’ideologia (eretica e dissacratoria) che era propria dei seguaci dell’Ordine del Tempio.&lt;br /&gt;«In effetti Campanella non conobbe nessun templare, ma fu indirettamente influenzato (e indirizzò, a sua volta) dai seguaci di altri movimenti che si ricollegano alla setta segreta. Questi movimenti sono il Priorato di Sion e la Confraternita della Rosacroce, entrambi espressione diretta dei Templari, rimasti sempre nell’ombra e mai rivelatisi apertamente. Riguardo al primo movimento possiamo dire che il filosofo non condivise, almeno apertamente, gli intendimenti dell’Ordine di Sion, il cui scopo era (o è ancora) quello di tenere nascosti alcuni documenti e verità sulla “Chiesa di Giovanni” e sul cristianesimo. Anche se non va trascurato l’uso, in alcune sue opere, del cosiddetto “gesto di Giovanni”, il dito indice eretto e puntato, usato da Leonardo da Vinci (che appartenne, secondo alcuni documenti rinvenuti a Parigi negli anni Cinquanta del secolo scorso, al Priorato) in alcune sue opere, come l’ Ultima Cena e la Vergine delle rocce».&lt;br /&gt;Lei però è convinto che il frate calabrese ispirò e sostenne la Confraternita della Rosacroce, il “Cenacolo di Tubinga”.&lt;br /&gt;«Campanella ebbe un’enorme importanza sugli ideatori della Rosacroce (i cosiddetti Figli della Luce), che rimasero sempre sconosciuti e nell’ombra, anche se oggi possiamo identificarli in Johann Valentin Andreae, in Christoph Besold, Wilhelm Wense e Tobia Adami. Quest’ultimo, amico ed estimatore di Campanella, pubblicò in Germania alcune opere del filosofo e la Scelta d’alcune poesie filosofiche, che Adami dedicò, guarda caso, proprio a Wense, Besold e Andreae. Gli stessi manifesti rosacrociani (la Fama Fraternitatis e la Confessio Fraternitatis) mettono in evidenza alcune idee e convinzioni propugnate per lungo tempo da Tommaso Campanella. E’ il caso, dell’ ”amore” sviscerato per la natura, “per lo sacro santo sole, lampa del cielo, portatore delle cose a noi mortali”, natura considerata quasi come una divinità (fra Thommasso la chiamò “statua di Dio”), dell’ ansia e dell’impegno solerte e fattivo per il rinnovamento morale, politico e spirituale del genere umano e dell’esaltazione dei sapienti («Non il saper troppo, ma il poco senno degli assai ignoranti fa noi meschini e tutto il mondo tristo», scrive il frate ribelle). Le Nozze Chimiche, poi, attribuite esplicitamente a Johann Valentin Andreae (che pubblicò l’opera nel 1616), danno grande risalto al numero 7 e parlano di una Casa del Sole, con chiari riferimenti a La Città del Sole del filosofo stilese».&lt;br /&gt;Vi è, quindi, un collegamento diretto con l’opera più nota del domenicano?&lt;br /&gt;«Giovanni Valentino Andrea e gli altri rosacrociani furono sostenitori dell’alchimia spirituale, che non ha nulla a che vedere con la creazione dell’oro, che essi definivano “empio e maledetto”. Questa pratica culturale e filosofica, già intuita nel Rinascimento, caratterizzò, a nostro avviso, anche la vita e alcune opere di Campanella, che, come gli illuminati della Rosacroce, pensava (ma non lo dimostrò mai, per non aggravare la sua posizione già compromessa e sempre al vaglio dell’Inquisizione) che l’uomo, all’origine, fosse un essere impregnato di sostanza “divina”, che solo in seguito venne “intrappolato” in un corpo materiale e mortale, dove tuttavia poteva ancora riscontrarsi una scintilla del mondo primordiale. La meta dell’uomo, per i rosacrociani e per Campanella, doveva essere quella di recuperare tale dimensione, la strada che conduce alla “sacra estasi”, alla perfetta conoscenza, alla sapienza».&lt;br /&gt;I passaggi da un girone all’altro ne La Città del Sole rappresentano dunque questo cammino, hanno un messaggio esoterico?&lt;br /&gt;«E’ proprio cosi. Tutta l’opera è scritta secondo un linguaggio occulto e non ben manifesto. L’uso continuo di alcuni numeri ne è l’esempio. Il sette, usato spesso da Campanella ma anche dai Rosacroce, è un numero magico per eccellenza, in quanto il risultato della “composizione” di 3 (pluralità) e di 4 (totalità), numeri di importanza fondamentale nella tradizione esoterica. Cosi come il 4, che rappresenta un sistema chiuso, foriero di possibili sviluppi, come nell’alchimia, essendo la somma del 3, prima conclusione dello sviluppo dell’essere (che all’origine era uno), e dell’uno, inizio di ogni cosa».&lt;br /&gt;Perché  ha intitolato il suo libro Il segreto di Campanella?&lt;br /&gt;«Perché il segreto si identifica con la vita enigmatica, misteriosa e indecifrabile del filosofo che, da giovane, aderì, tra l’altro, ad alcune accademie napoletane (le cosiddette “uova dell’angelo”), che erano delle vere e proprie associazioni segrete, messe fuori legge e condannate dalla cultura ufficiale e dal vicereame spagnolo». &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Elia Fiorenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-534014624687394314?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/534014624687394314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/534014624687394314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2009/01/il-segreto-di-tommaso-campanella-nel.html' title='Il Segreto di Tommaso Campanella nel libro di Claudio Stillitano'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SWiJND28uUI/AAAAAAAAAJk/HCRRnm7qjXo/s72-c/Tommaso+Campanella.gif' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-6043855369340609593</id><published>2008-08-27T10:07:00.001-07:00</published><updated>2008-08-27T10:10:22.743-07:00</updated><title type='text'>Stilo, la Cattolica....del X sec, Sempre più bella!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SLWKQ33N5hI/AAAAAAAAAHc/8yqVtZo5CoQ/s1600-h/Stilo+020.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SLWKQ33N5hI/AAAAAAAAAHc/8yqVtZo5CoQ/s400/Stilo+020.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239245763993527826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-6043855369340609593?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/6043855369340609593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/6043855369340609593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/stilo-la-cattolicadel-x-sec-sempre-pi.html' title='Stilo, la Cattolica....del X sec, Sempre più bella!'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SLWKQ33N5hI/AAAAAAAAAHc/8yqVtZo5CoQ/s72-c/Stilo+020.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-4533868293102771213</id><published>2008-08-27T09:58:00.000-07:00</published><updated>2008-08-27T10:02:26.174-07:00</updated><title type='text'>Bivongi: visita diplomatica dell’ambasciata di Romania presso la Santa Sede</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SLWIid50B8I/AAAAAAAAAHM/1pShmHn-7-I/s1600-h/varie+030.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SLWIid50B8I/AAAAAAAAAHM/1pShmHn-7-I/s400/varie+030.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5239243867239483330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Elia Fiorenza –&lt;/strong&gt; È in corso a Bivongi, presso il sacro Monastero Ortodosso di San Giovanni Theristys, un’importante visita diplomatica dell’ambasciata di Romania presso la Santa Sede. A ricevere l’autorevole rappresentanza, oltre ai reverendissimi padri romeni del monastero, vi è il Sindaco Ernesto Riggio,  alcuni amministratori locali e il presidente dell’Associazione internazionale Italo – Greca, Francesco Passerelli. Il monastero di San Giovanni Theristys, si trova nella campagne del comune di Bivongi, in una vallata sovrastata dalle ripide pareti del monte Consolino, denominata “Vallata bizantina dello Stilaro”. È una zona che, a guardarsi attorno, tutto parla di monachesimo e di mondo bizantino, palestra ascetica verso la fine del primo millennio, dei Santi locali Ambrogio e Nicola. L’arca monastica è compresa in un ristretto pianoro a cavallo tra le fiumare dello Stilaro (RC) e dell’Assi (CZ). dov'è possibile giungere dopo pochi minuti di macchina, lasciando la provinciale di Bivongi ed imboccando il grande ponte che la sovrasta. Il piccolo monastero con alcune celle e una cappella, rimane a sinistra del grande portale granitico attraverso il quale si accede nel cortile e poi alla basilica. In fondo al cortile rimangono i ruderi, del vecchio monastero basiliano. Dedicata a San Giovanni Theristys, la basilica risale alla fine dell’XI secolo. Tra le tracce di un preesistente luogo di culto, va segnalato l'attuale nartece (il vano in fondo alla navata della basilica). Il monastero rientra fra gli insediamenti ascetici posti sulle pendici del Consolino e delle colline circostanti, abitati da monaci dalla cultura, dalla spiritualità e dall'ascetismo così elevati, da far definire questa zona la “Terrasanta de Basilianesimo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;www.strill.it &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;il quotidiano in tempo reale!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-4533868293102771213?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/4533868293102771213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/4533868293102771213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/bivongi-visita-diplomatica.html' title='Bivongi: visita diplomatica dell’ambasciata di Romania presso la Santa Sede'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SLWIid50B8I/AAAAAAAAAHM/1pShmHn-7-I/s72-c/varie+030.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-8945250897476422102</id><published>2008-08-21T15:20:00.000-07:00</published><updated>2008-08-21T15:27:56.239-07:00</updated><title type='text'>ORDINE MILITARE DI SANTA MARIA DI BETLEM</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SK3qiO5ETBI/AAAAAAAAAHE/fp0ODO5o1jE/s1600-h/madonna_mit_kind.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SK3qiO5ETBI/AAAAAAAAAHE/fp0ODO5o1jE/s400/madonna_mit_kind.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237099815535660050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Ordine di Santa Maria di Betlemme, per la precisione "Ordo Militaris ac Hospitalarius de Sanctae Mariae de Bethlehem", fu un ordine sacro militare istituito con la bolla "&lt;i&gt;Veram semper et solidam&lt;/i&gt;" datata, con stile fiorentino, il 1° febbraio 1458 che corrisponde al 19 gennaio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1459" title="1459"&gt;1459&lt;/a&gt; da Papa &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_II" class="mw-redirect" title="Pio II"&gt;Pio II&lt;/a&gt; (Enea Silvio Piccolomini) nel quadro di una generale azione politica per contrastare la conquista di Costantinopoli da parte dei turchi (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maometto_II" title="Maometto II"&gt;Maometto II&lt;/a&gt;) e la perdita alla Cristianità di gran parte dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa" title="Europa"&gt;Europa&lt;/a&gt; orientale e balcanica.&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'azione militare e ospitaliera (crociata) a cui deve assolvere è nell'immediato quella di difendere le Isole dell'Egeo di fronte alla costa turca, da poco riconquistate dallo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ludovico_Scarampi_Mezzarota" title="Ludovico Scarampi Mezzarota"&gt;Scarampi&lt;/a&gt; (con Papa &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Callisto_III" class="mw-redirect" title="Callisto III"&gt;Callisto III&lt;/a&gt; ancora vivente).&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L'idea che è alla base di questa istituzione papale è quella di riunificare sotto una sola insegna gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordini_religiosi_cavallereschi" title="Ordini religiosi cavallereschi"&gt;Ordini cavallereschi&lt;/a&gt; che due secoli prima avevano dato vita alle &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crociate" class="mw-redirect" title="Crociate"&gt;Crociate&lt;/a&gt; verso la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terra_Santa" class="mw-redirect" title="Terra Santa"&gt;Terra Santa&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gerusalemme" title="Gerusalemme"&gt;Gerusalemme&lt;/a&gt; e che si sono trasformati in Istituzioni statali o quasi. Vengono pertanto date in dote all'Ordine i beni di molti Ordini preesistenti, ordinando loro praticamente di sciogliersi e confluire in una sola Milizia. Cosa che ovviamente non avvenne. Si conta un numero di aderenti al nuovo Ordine di poco superiore al centinaio e affidati al comando di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Daimberto_de_Amorosa&amp;amp;action=edit&amp;amp;redlink=1" class="new" title="Daimberto de Amorosa (pagina inesistente)"&gt;Daimberto de Amorosa&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Al contrario gli Ordini che nel disegno papale avrebbero dovuto confluire nella nuova milizia con le insegne della Madonna erano quelli ormai storici del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_Equestre_del_Santo_Sepolcro_di_Gerusalemme" title="Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme"&gt;Santo Sepolcro&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalieri_di_San_Lazzaro" title="Cavalieri di San Lazzaro"&gt;San Lazzaro&lt;/a&gt;, di Gerusalemme, di Saxia, di Santa Maria dei Crociferi e di San Giacomo d'Altopascio, tutti formalmente aboliti dal Pontefice.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per la prima volta, dunque, un Papa non si limita a riconoscere e benedire una Crociata ma istituisce egli stesso un Ordine cavalleresco, promuovendo in prima persona una Crociata con un dichiarato fine politico prima ancora che religioso: difendere l'unità dell'Europa, impossibile da dirsi se non cristiana. Per comprendere questo proposito, in un'epoca ormai di pieno Rinascimento, bisogna guardare alla biografia di Papa Pio II, autore per altro di una Lettera a Maometto II e uomo egli stesso del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento" title="Rinascimento"&gt;Rinascimento&lt;/a&gt; italiano di cui è un esponente letterario non di secondo piano.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I Cavalieri dell'Ordine di Santa Maria di Betlemme tennero per un anno l'Isola di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lemnos" class="mw-redirect" title="Lemnos"&gt;Lemnos&lt;/a&gt; ma furono infine ricacciati dai turchi e si rifugiarono nell'isola di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Syra" title="Syra"&gt;Syra&lt;/a&gt;, unendosi ai &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cavalieri_Ospitalieri_di_San_Giovanni_in_Gerusalemme" class="mw-redirect" title="Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni in Gerusalemme"&gt;Cavalieri dell'Ordine gerolosomitano&lt;/a&gt; (futuro Ordine di Malta in quel tempo detto appunto Ordine di Rodi). I cavalieri portavano un mantello bianco con croce rossa. Leibnitz ne pubblicò la bolla di fondazione. Tornati sconfitti dall'isola di Syra e in attesa che Papa Pio II compisse il proprio disegno di Crociata verso Costantinopoli e contro Maometto II l'Ordine viene laicizzato e affidato alla famiglia di Daimberto de Amorosa con Bolla "&lt;i&gt;Magnae Devotionis Tuae&lt;/i&gt;" del 16 marzo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1464" title="1464"&gt;1464&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo la morte di Daimberto il nuovo Papa, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Innocenzo_VIII" class="mw-redirect" title="Innocenzo VIII"&gt;Innocenzo VIII&lt;/a&gt;, con una Bolla del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1484" title="1484"&gt;1484&lt;/a&gt; cedette tutti i beni dell'Ordine Betlemita a quello di Rodi, che l'aveva ospitato in ritirata da Lemno. Da allora i Cavalieri Betlemiti, non avendo più "rendite", conservarono solo la natura "militare" e l'Ordine assunse il carattere di una onorificenza dinastica della casata di Daimberto, riconosciuto nella Bolla di laicizzazione come discendente della dinastia bizantina di Amorio Anche questo dettaglio sembra corrispondere al disegno politico di Papa Pio II essendo gli Imperatori di Amorio gli ultimi a cavallo dello Scisma con la Chiesa di Oriente.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Durante il regno di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_III_di_Bisanzio" title="Michele III di Bisanzio"&gt;Michele III&lt;/a&gt; (che la storiografia cattolica epiteta non a caso come l'Ubriacone) avviene infatti lo scontro con il patriarca di Costantinopoli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fozio_I_di_Costantinopoli" class="mw-redirect" title="Fozio I di Costantinopoli"&gt;Fozio I&lt;/a&gt;, figura di grandissimo prestigio e di importanza storica. Non ultimo, nel disegno di Papa Pio II, il dettaglio dell'insegna di Santa Maria di Betlemme per la nuova crociata su Costantinopoli con un discendente della Casa di Amorio a capo. Infatti il culto delle icone nell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_bizantino" title="Impero bizantino"&gt;Impero Romano di Oriente&lt;/a&gt; viene ripristinato, dopo secoli di feroci persecuzioni iconoclaste, proprio da una discendente di queste breve dinastia, Teodora, madre di Michele III, da lui anche perseguitata ma Santa per il mondo cristiano d'Oriente e che reintroduce &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_venerazione_della_Vergine_Maria_a_Costantinopoli" title="La venerazione della Vergine Maria a Costantinopoli"&gt;la venerazione della Vergine Maria a Costantinopoli&lt;/a&gt;. La processione dell'11 marzo dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/843" title="843"&gt;843&lt;/a&gt; d.C., da lei guidata con una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Odigitria" title="Odigitria"&gt;Odigitria&lt;/a&gt; tra le mani, ridette avvio all'iconodulia e alla grande tradizione artistica e religiosa delle Icone d'oriente. Viene ancora oggi festeggiata da molte Chiese cristiane ortodosse come la Festa dell'Ortodossia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-8945250897476422102?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8945250897476422102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8945250897476422102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/ordine-di-santa-maria-di-betlemme.html' title='ORDINE MILITARE DI SANTA MARIA DI BETLEM'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SK3qiO5ETBI/AAAAAAAAAHE/fp0ODO5o1jE/s72-c/madonna_mit_kind.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-9039672924944138087</id><published>2008-08-19T13:46:00.001-07:00</published><updated>2008-08-19T13:49:59.832-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsx2DLH4-I/AAAAAAAAAG0/pkfTdWkTOAE/s1600-h/Montestella+veglia+113.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsx2DLH4-I/AAAAAAAAAG0/pkfTdWkTOAE/s400/Montestella+veglia+113.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236333796382991330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;IL VESCOVO L'ECCELLENTISSIMO MONS. F. MOROSINI CONSACRA LA RITROVATA CAPPELLA SETTECENTESCA ALL'INTERNO DEL CONVENTO DI MONTESTELLA, 14 AGOSTO&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-9039672924944138087?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/9039672924944138087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/9039672924944138087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/il-vescovo-leccellentissimo-mons.html' title=''/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsx2DLH4-I/AAAAAAAAAG0/pkfTdWkTOAE/s72-c/Montestella+veglia+113.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-1601658355736926426</id><published>2008-08-19T13:42:00.001-07:00</published><updated>2008-08-19T13:45:00.340-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKswuRIfQnI/AAAAAAAAAGs/MHXAUlSCEhg/s1600-h/Montestella+veglia+091.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKswuRIfQnI/AAAAAAAAAGs/MHXAUlSCEhg/s400/Montestella+veglia+091.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236332563179455090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;MONTESTELLA - PAZZANO 14 AGOSTO, VEGLIA DELL'ASSUNTA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-1601658355736926426?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/1601658355736926426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/1601658355736926426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/montestella-pazzano-14-agosto-veglia.html' title=''/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKswuRIfQnI/AAAAAAAAAGs/MHXAUlSCEhg/s72-c/Montestella+veglia+091.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-4333480023712008979</id><published>2008-08-19T13:35:00.001-07:00</published><updated>2008-08-19T13:38:12.498-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsvKh6LRUI/AAAAAAAAAGk/qSc1a6hbFMM/s1600-h/bivongi+052.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsvKh6LRUI/AAAAAAAAAGk/qSc1a6hbFMM/s400/bivongi+052.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236330849695909186" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;BIVONGI 18 AGOSTO - MERCATO DELLA BADIA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-4333480023712008979?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/4333480023712008979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/4333480023712008979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/bivongi-18-agosto-mercato-della-badia.html' title=''/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsvKh6LRUI/AAAAAAAAAGk/qSc1a6hbFMM/s72-c/bivongi+052.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-7039332240851229958</id><published>2008-08-19T13:32:00.001-07:00</published><updated>2008-08-19T13:34:48.849-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsuQOIdNxI/AAAAAAAAAGc/dcwTa5Xx-oY/s1600-h/INCENDIO+BIVONGI.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsuQOIdNxI/AAAAAAAAAGc/dcwTa5Xx-oY/s400/INCENDIO+BIVONGI.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236329847954683666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;INCENDIO BIVONGI 16 - 17 AGOSTO&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-7039332240851229958?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/7039332240851229958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/7039332240851229958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/incendio-bivongi-16-17-agosto.html' title=''/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKsuQOIdNxI/AAAAAAAAAGc/dcwTa5Xx-oY/s72-c/INCENDIO+BIVONGI.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-3805650238259513644</id><published>2008-08-19T13:28:00.001-07:00</published><updated>2008-08-19T13:31:51.359-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKstaOzHxII/AAAAAAAAAGU/K3ISYptwPIk/s1600-h/INCENDIO.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKstaOzHxII/AAAAAAAAAGU/K3ISYptwPIk/s400/INCENDIO.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5236328920420697218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;BIVONGI, 16 - 17 AGOSTO GRAVE INCENDIO MINACCIA MONASTERO DISTRUGGENDO CAMPAGNE CIRCOSTANTI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-3805650238259513644?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3805650238259513644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3805650238259513644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/08/bivongi-16-17-agosto-grave-incendio.html' title=''/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SKstaOzHxII/AAAAAAAAAGU/K3ISYptwPIk/s72-c/INCENDIO.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-1397527587422254416</id><published>2008-07-31T11:58:00.000-07:00</published><updated>2008-07-31T12:04:19.857-07:00</updated><title type='text'>Mons. Morosini in visita a Stilo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SJIMmj_hD9I/AAAAAAAAAGM/rZf1uSRm_VM/s1600-h/Vescovo+cresime+004.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SJIMmj_hD9I/AAAAAAAAAGM/rZf1uSRm_VM/s400/Vescovo+cresime+004.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229255973966778322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ad accogliere sua eccellenza monsignor Giuseppe Fiorini Morosini O.M., nella splendida basilica di San Giovanni Theristy, ci saranno proprio tutti: il parroco padre Zefferino Parolin, il sindaco professor Giancarlo Miriello, i ragazzi con i loro familiari, la comunità tutta, le catechiste, il gruppo scout. Un momento di intensa religiosità per questi giovani che riceveranno, nel caldo pomeriggio di oggi, dalle mani di monsignor Fiorini Morosini il Sacramento dell’unzione a conferma del loro impegno nella fede e della testimonianza della Parola di Dio. Come è scritto nell’introduzione al rito della Cresima: “Con il Sacramento i battezzati proseguono il cammino dell’iniziazione cristiana. In forza di questo Sacramento essi ricevono l’effusione dello Spirito Santo. Dono che rende i fedeli in modo più perfetto conformi a Cristo e comunica loro la forza di rendere testimonianza per l’edificazione del suo corpo nella fede e nella carità”. Il sacramento della Cresima imprime nell’anima di ogni Cristiano un particolare segno: che è come sigillo dello Spirito Santo. Questo sigillo è stato impresso da Cristo stesso prima sul cuore degli apostoli, quando - durante la sua apparizione nel giorno della risurrezione - “alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo” (cf. &lt;i&gt;Gv&lt;/i&gt; 20, 22). Queste parole costituiscono come un’introduzione al giorno della Pentecoste, quando - dopo la dipartita di Cristo al Padre - lo Spirito Santo discese su di loro nello stesso cenacolo. E allora nei cuori dei Dodici è stato impresso, con la potenza dello Spirito Santo, il sigillo della vocazione e della missione apostolica. Nel sacramento della Cresima si rinnova ciò che si è compiuto nel giorno della Pentecoste. Nei nostri cuori viene impresso il sigillo della vocazione cristiana. E la vocazione cristiana - come insegna l’ultimo Concilio - è, per sua natura, vocazione all’apostolato. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Elia Fiorenza&lt;/p&gt;Articolo apparso sul quotidiano Calabria Ora, l'Ora della Locride mercoledì 30 luglio 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-1397527587422254416?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/1397527587422254416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/1397527587422254416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/07/mons-morosini-in-visita-stilo.html' title='Mons. Morosini in visita a Stilo'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SJIMmj_hD9I/AAAAAAAAAGM/rZf1uSRm_VM/s72-c/Vescovo+cresime+004.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-2926962589988216048</id><published>2008-07-14T03:21:00.000-07:00</published><updated>2008-07-14T03:24:54.478-07:00</updated><title type='text'>PREMIATO S.E.R. MONS. FIORINI MOROSINI O.M.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHspX3hSP7I/AAAAAAAAAF4/BfExdPYjOvQ/s1600-h/vescovo+ingresso+078.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHspX3hSP7I/AAAAAAAAAF4/BfExdPYjOvQ/s400/vescovo+ingresso+078.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222813682883510194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;h3 style="text-align: center;" align="center"&gt;Al vescovo di Locri S.E. Mons. Fiorini Morosini conferito il Premio “Il Braciere di San Francesco di Paola”&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Sua eccellenza monsignor Giuseppe Fiorini Morosini O.M. ha ricevuto pochi giorni fa, in piazza Italia (ex Comune di S. Eufemia Lamezia), il premio “Il Braciere di S. Francesco di Paola”, dal titolo “Nel cuore del mondo con il cuore: la Carità come vita!”. L’evento, patrocinato dal comune di Lamezia Terme e organizzato dall’associazione culturale ricreativa onlus “Lamezia Freedom” presieduta dal dottor Antonio Mastroianni, rientra nel quadro delle attività relative alla manifestazione “S. Francesco di Paola si racconta…”, giunta quest’anno alla sua seconda edizione. L’opera, realizzata dallo scultore lametino Francesco Antonio Caporale è stata commissionata dal sodalizio lametino con la finalità: “Il Braciere, simbolo di fede e di carità: il coraggio di tenere, come S. Francesco di Paola, il fuoco tra le mani e riscaldare, attraverso questo fuoco di amore che è Charitas, tutti i cuori”. A consegnare a monsignor Fiorini Morosini il “Braciere di S. Francesco”, consistente in una piccola scultura è stato il presidente della stessa “Lamezia Freedom”, il dottor Antonio Mastroianni. La scultura, finemente realizzata, riproduce il braciere ardente della fede e della carità del santo, sostenuto da un tronco di ulivo secolare e vigoroso, le cui radici si conficcano sulla sfera che ritrae il mondo, a sua volta retto dalle nuvole, il cielo e l’infinito Dio. Particolare è l’immagine del volto di Francesco di Paola scolpita al centro del tronco “l’umile santo che sul letto di morte tenne tra le mani il braciere ardente, per insegnare ai confratelli lì presenti che nulla è impossibile a chi ama Dio, esortandoli ad accettare il voto della Regola”. Dopo i nutriti interventi ed i messaggi di affetto rivolti al Presule locrese c’è stata inoltre la consegna di un altro dono ovvero di un Cristo dipinto di tre metri, realizzato dall’artista Kuku Juri, della bottega degli artisti di Soriano Calabro, su commissione della consulta generale di Pastorale Giovanile Minima, presieduta da padre Giovanni Cozzolino. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt;(tratto da Calabria Ora - l'Ora della Locride)&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Elia Fiorenza&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-2926962589988216048?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2926962589988216048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2926962589988216048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/07/premiato-ser-mons-fiorini-morosini-om.html' title='PREMIATO S.E.R. MONS. FIORINI MOROSINI O.M.'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHspX3hSP7I/AAAAAAAAAF4/BfExdPYjOvQ/s72-c/vescovo+ingresso+078.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-2602112666313566062</id><published>2008-07-11T10:26:00.001-07:00</published><updated>2008-07-11T10:28:56.693-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHeYO9c5DLI/AAAAAAAAAFw/lxIw2qdsfZg/s1600-h/rinfresco+zef+014.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHeYO9c5DLI/AAAAAAAAAFw/lxIw2qdsfZg/s400/rinfresco+zef+014.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221809675740712114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;DIOCESI DI LOCRI - GERACE&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;PARROCCHIE DI STILO&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;25° di Sacerdozio di padre Zefferino Parolin&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;Missionario Scalabriniano&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Gli auguri del Papa, per un anniversario speciale. Padre Zefferino Parolin, missionario scalabriniano da più di un lustro in Calabria, ha festeggiato i suoi 25 anni di sacerdozio ricevendo un telegramma di felicitazioni da Sua Santità Benedetto XVI e l’affetto caloroso, intenso e partecipato della comunità dello Stilaro Dopo la solenne Celebrazione Eucaristica celebrata sabato cinque luglio, nella mistica cornice dell’Opera “Madonna dello Scoglio” in Santa Domenica di Placanica, dove lo stesso reverendo è anche padre spirituale la festa di ringraziamento è andata avanti alla volta di Stilo e Pazzano. Ad attendere Padre Zefferino, sul sagrato della chiesa di San Giovanni Theristy a Stilo, c’erano tutti i sodalizi stilesi, tra i quali l’Arciconfraternita dell’Immacolata e san Pietro e il complesso bandistico “Città di Stilo” che ha allietato alcuni momenti della colorata e calda giornata di domenica sei luglio. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Un avvenimento atteso e vissuto con trepidazione e commozione da tutti. Alla cerimonia religiosa Stilese, presieduta dallo stesso padre Zefferino, hanno partecipato il rettore del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;seminario vescovile locrese don Enzo Chiodo e il parroco della Chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano di Napoli Padre Simone Baggio. Erano presenti il Sindaco di Stilo, il prof. Giancarlo Miriello, il sindaco di Pazzano Salvatore Fiorenza, autorità civili e la cittadinanza tutta, che con la loro presenza hanno voluto testimoniare piena riconoscenza al sacerdote. &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;Un abbraccio corale insomma, che ha stretto nell’affetto anche i familiari di Padre Zefferino Parolin giunti nella cittadina locridea dal lontano Veneto (Bassano del Grappa) luogo d’origine dell’amato parroco. Al termine della cerimonia religiosa, il parroco ha fatto dono a tutti i presenti di un’immaginetta sacra di riconoscenza al Signore e alla Chiesa per il suo venticinquesimo sacerdotale. La festa si è poi trasferita nel pomeriggio nel chiostro di san Francesco, dove dopo aver inaugurato una mostra di antiche immaginette sacre, le rispettive pro loco di Stilo e di Pazzano hanno offerto un ricco buffet ai convenuti.&lt;/span&gt; “Siamo molto orgogliosi, ha affermato il sindaco di Stilo, prof. Giancarlo Miriello, di vivere questo momento di festa per il 25° di sacerdozio di Padre Zefferino Parolin, un sacerdote che sa coniugare il suo apostolato religioso con uno straordinario impegno sociale a favore della comunità stilese, facendosi continuamente promotore di tante lodevoli iniziative soprattutto a favore dei giovani”. Numerosi inoltre sono stati i messaggi e i telegrammi di auguri. Primi tra tutti quello del vescovo della diocesi di Locri – Gerace, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini O.M e quello dell’Arcivescovo metropolita di Campobasso - Bojano, monsignor Giancarlo Maria Bregantini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Elia Fiorenza&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-2602112666313566062?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2602112666313566062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2602112666313566062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/07/diocesi-di-locri-gerace-parrocchie-di.html' title=''/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHeYO9c5DLI/AAAAAAAAAFw/lxIw2qdsfZg/s72-c/rinfresco+zef+014.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-517479736103673839</id><published>2008-07-01T13:16:00.000-07:00</published><updated>2008-07-01T13:19:20.842-07:00</updated><title type='text'>Bivongi, Crisi al Monastero</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SGqQ47rszMI/AAAAAAAAAFc/93K7swbFjzg/s1600-h/869222903_8f06f01d9b_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SGqQ47rszMI/AAAAAAAAAFc/93K7swbFjzg/s400/869222903_8f06f01d9b_o.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218142426030197954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;C’é allarme nella vallata dello Stilaro per le voci di un possibile allontanamento del superiore del sacro monastero ortodosso di San Giovanni Theristys” di Bivongi, il padre Ghennadios Dionisiatis. Alla presa di posizione di numerosi fedeli, che si auspicano un ripensamento da parte dell’arcivescovo ortodosso, il metropolita Ghennadios Zervòs, se ne stanno aggiungendo altre, tutte improntate alla massima preoccupazione. Trascorsi appena due anni dall’allontanamento dal cenobio bivongese del suo primo custode proveniente dal monte Athos, il padre Kosmas aghiorita, &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;l’arcivescovo Zervòs, delegato in Italia del Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, ha deciso di allontanare il nuovo custode, il padre Ghennadios Dionisiatis, senza un chiaro e specifico motivo. Certamente l’attuale monaco aghiorita, superando le precedenti crisi di rapporti tra monastero e amministrazione comunale, è riuscito, in questo poco spazio temporale, a riunire molti fedeli ortodossi provenienti dall’Europa orientale e da tutte le parti della Calabria, incentivando, tra l’altro, la collaborazione proficua dell’intera popolazione locale, aprendo un forte dialogo con il mondo cattolico calabrese. Nonostante la sofferta partenza di padre Kosmas abbia creato notevoli danni di visibilità, con risvolti negativi anche economici per il monastero, determinati dal minore afflusso di pellegrini greci e mancanza di sostegno economico da parte dell’arcidiocesi greca-ortodossa d’Italia, il padre Ghennadios è riuscito, nella continuità del suo predecessore, a custodire e lavorare nel monastero rilanciandolo spiritualmente e culturalmente avviando parallelamente un mirabile servizio pastorale agli immigrati ortodossi (in genere rumeni ed ucraini). In realtà, i cattivi umori che hanno accompagnato la partenza di padre Kosmas erano stati in parte tamponati, nei mesi precedenti all’arrivo del padre Ghennadios dalla più frequente presenza a Bivongi del padre Nilo, il monaco calabrese che con padre Kosmas aveva riaperto il monastero nel 1994. In quell’anno infatti il Consiglio Regionale della Calabria dichiarò all’unanimità l’area bizantina sita tra i fiumi Stilaro e Assi sacra per consentirvi il ristabilimento dei monaci ortodossi. Il 24 febbraio 1995 il comune di Bivongi consegnò ufficialmente il monastero all’arcidiocesi ortodossa d’Italia, contribuendo così al ripristino degli antichi legami intercorsi tra il monachesimo italo-greco e quello athonita. Tuttavia in questi giorni l’arcivescovo ortodosso Ghennadios Zervos ha destituito anche il padre Nilo dalle funzioni di vicario arcivescovile della Calabria e della Sicilia cosicché adesso è prevedibile ritenere che la nuova “vacanza” del San Giovanni non sarà gestita neppure da lui che era stato punto di riferimento e di dialogo nei rapporti tra comune e metropolita. Non sono chiari i motivi per cui nello spazio di poco più di due anni l’arcivescovo ortodosso di Venezia ha deciso di allontanare dal monastero, i tre monaci, Kosmas, Nilo e Ghennadios, che sono stati gli esecutori concreti, in sinergia con l’amministrazione comunale di Bivongi, della valorizzazione e fruizione di questo gioiello architettonico di arte bizantino-normanna. Probabilmente, a causa di queste tristi vicende, sta per riaprirsi sul solare monastero ortodosso un periodo di retrogrado oscurantismo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Elia Fiorenza&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-517479736103673839?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/517479736103673839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/517479736103673839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/07/bivongi-crisi-al-monastero.html' title='Bivongi, Crisi al Monastero'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SGqQ47rszMI/AAAAAAAAAFc/93K7swbFjzg/s72-c/869222903_8f06f01d9b_o.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-3735256242314714484</id><published>2008-05-13T03:14:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T03:31:08.652-07:00</updated><title type='text'>Il sette giugno l'arrivo in Diocesi di Mons. MOROSINI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SCltzZ8SkjI/AAAAAAAAAFM/ZQDCv8AdAmQ/s1600-h/DSC02447.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199807974680465970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SCltzZ8SkjI/AAAAAAAAAFM/ZQDCv8AdAmQ/s400/DSC02447.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Santa Chiesa di Dio che è in Locri - Gerace, vivrà il sette giugno prossimo un giorno di grande festa per l’ingresso in diocesi del nuovo Vescovo, Sua eccellenza monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che succede a monsignor Giancarlo Maria Bregantini, promosso dalla Santa Sede Arcivescovo Metropolita di Campobasso – Bojano in Molise. Monsignor Morosini, è stato consacrato Vescovo venerdì nove maggio nella sua Diocesi d’origine, precisamente nella cattedrale del Santuario di San Francesco di Paola in Paola alla presenza di moltissimi vescovi presieduti dal signor Cardinale Raffaele Renato Martino, Presidente dei Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, da monsignor Giuseppe Bertello, nunzio apostolico in Italia e da monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo metropolita di Cosenza – Bisignano. Tantissimi sono stati i fedeli che hanno assistito alla consacrazione di Monsignor Morosini provenienti da ogni parte della Regione Calabria e non solo. Tra i vescovi presenti oltre al presidente della Cec monsignor Vittorio Luigi Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria – Bova era presente anche l’arcivescovo di Campobasso monsignor Giancarlo Maria Bregantini accolto da scroscianti e ripetuti applausi. Il Cerimoniale del prossimo sabato sette giugno, prevede, l'arrivo a Monasterace m.na&lt;em&gt; (geograficamente primo paese della diocesi di Locri)&lt;/em&gt; intorno alle 15.00 e l’accoglienza sul sagrato della Chiesa di san Giuseppe Lavoratore da parte del Vicario Foraneo ( Vª vicaria) don Fabio Falduto, con gli indirizzi di saluto di molti sacerdoti e delle autorità civili e militari del territorio. Alle ore diciassette è previsto invece l’arrivo a Locri per la presa di possesso della circoscrizione vescovile. A nome della diocesi, invece, parlerà monsignor Cornelio Femia amministratore diocesano. Subito dopo, monsignor Morosini, risponderà agli indirizzi di saluto e farà ingresso solenne nella Cattedrale, dove inizierà la Celebrazione Eucaristica. Ad animare la solenne cerimonia, ci sarà il soave Coro Polifonico Diocesano “Laetare”, diretto dal M° Natale Femia. A proposito dell’atteso arrivo in diocesi del nuovo Pastore l’onorevole Cosimo Cherubino, capogruppo del Partito Socialista, ha affermato: “&lt;em&gt;Come calabrese e Consigliere di quest’amata terra di Calabria, non posso che esprimere gioia e soddisfazione per la scelta del Santo Padre di chiamare alla guida della diocesi di Locri - Gerace, Padre Giuseppe Fiorini Morosini, una figura di primo piano nel dibattito teologico, ed intellettuale protagonista della nostra vita culturale. Ho fiducia nelle straordinarie doti personali di Monsignor Morosini quale sicuro riferimento ed interlocutore per le nostre domande e per la nostra ansia di riavere una coscienza di unità e di amore nella grande famiglia umana, a partire dalle nostra comunità Locridea&lt;/em&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Elia Fiorenza&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-3735256242314714484?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3735256242314714484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3735256242314714484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/05/il-sette-giugno-larrivo-in-diocesi-di.html' title='Il sette giugno l&apos;arrivo in Diocesi di Mons. MOROSINI'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SCltzZ8SkjI/AAAAAAAAAFM/ZQDCv8AdAmQ/s72-c/DSC02447.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-5732644737487466575</id><published>2008-05-08T10:24:00.000-07:00</published><updated>2008-05-13T03:23:39.575-07:00</updated><title type='text'>DIOCESI DI LOCRI - GERACE - ELETTO IL NUOVO VESCOVO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SClsEJ8SkhI/AAAAAAAAAE8/lGiiQ-5X9wU/s1600-h/DSC02471.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199806063420019218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SClsEJ8SkhI/AAAAAAAAAE8/lGiiQ-5X9wU/s320/DSC02471.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarà consacrato vescovo domani monsignor Giuseppe Fiorini Morosini O.M., vescovo eletto di Locri - Gerace. La celebrazione della Santa Messa avrà luogo a Paola alle ore diciassette nella stupenda chiesa del santuario di San Francesco, e sarà presieduta da Sua Eminenza il signor Cardinale Raffaele Renato Martino, Presidente dei Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace e della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Concelebreranno il nunzio in Italia, monsignor Giuseppe Bertello, l’arcivescovo metropolita di Cosenza – Bisignano monsignor Salvatore Nunnari , e l’arcivescovo di Rossano - Cariati, monsignor Santo Marcianò. Monsignor Fiorini Morosini nominato vescovo lo scorso giovedì venti marzo da Sua Santità Benedetto XVI, già Superiore Generale dell’Ordine dei Minimi è nato a Paola il 27 novembre 1945. Nel 1955 è entrato nella Scuola Apostolica del Santuario di Paola per gli studi ginnasiali e liceali. Nel 1961 ha emesso i voti temporanei e l’8 dicembre 1966 quelli solenni. È stato ordinato sacerdote il 2 agosto 1969. Ha seguito i corsi di filosofia e di teologia presso la Pontificia Università Lateranense, laureandosi in teologia. Nel 1975 ha ottenuto il dottorato in filosofia all’Università di Messina. Ha svolto i seguenti incarichi: Docente della Scuola Apostolica di Paola (1970-1974); Vice-Parroco a Lamezia Terme e Docente di Storia e Filosofia nei licei statali (1974-1980); Conferenziere e predicatore di corsi di Esercizi Spirituali e Correttore della Comunità dei Minimi di Lamezia Terme-Sembiase. È stato Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano di Lamezia Terme e Direttore del Terz’Ordine (1980-1986); Correttore (Superiore) Provinciale a Paola (1986-1992); Correttore e Maestro dei novizi della nuova comunità di Vranov, nella Repubblica Ceca, (1992-1994); Correttore (Superiore) Generale per due mandati (1994-2006). È autore di numerose pubblicazioni riguardanti la figura del Fondatore e la spiritualità dell’Ordine dei Minimi. Con l’ordinazione che gli sarà conferita domani, venerdì 9 maggio, monsignor Morosini diventerà vescovo a tutti gli effetti. Si compirà una tappa importante nel travagliato cammino di avvicendamento alla guida della diocesi di Locri – Gerace. Nella solenne cerimonia Paolana a monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, sarà consegnato l’anello, segno del vincolo sponsale che lo unirà alla nuova diocesi. Gli ultimi due segni saranno la mitria, “che richiama il fulgore della santità che deve risplendere in ogni vescovo”, e il pastorale, simbolo del pastore buono e fedele. “In fide vivo Filii Dei” è il motto del nuovo Vescovo. &lt;/div&gt;____________&lt;br /&gt;ELIA FIORENZA&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:elia.fiorenza@libero.it"&gt;elia.fiorenza@libero.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-5732644737487466575?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/5732644737487466575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/5732644737487466575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/05/diocesi-di-locri-gerace-eletto-il-nuovo.html' title='DIOCESI DI LOCRI - GERACE - ELETTO IL NUOVO VESCOVO'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/SClsEJ8SkhI/AAAAAAAAAE8/lGiiQ-5X9wU/s72-c/DSC02471.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-3402394451209348317</id><published>2008-03-20T04:49:00.000-07:00</published><updated>2008-03-20T04:53:53.293-07:00</updated><title type='text'>Padre Giuseppe Fiorini Morosini eletto Vescovo di Locri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R-JP5s13GcI/AAAAAAAAAEs/xaiGsDbh-ng/s1600-h/Morosini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179790374137698754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R-JP5s13GcI/AAAAAAAAAEs/xaiGsDbh-ng/s320/Morosini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;È ufficiale, Padre Giuseppe Fiorini Morosini OM è nuovo Pastore della&lt;br /&gt;Diocesi di Locri – Gerace&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Locri-Gerace, il Rev.do Padre Giuseppe Fiorini Morosini, O.M., già Superiore Generale dell’Ordine dei Minimi. Nato a Paola il 27 novembre 1945. Nel 1955 è entrato nella Scuola Apostolica del Santuario di Paola per gli studi ginnasiali e liceali. Nel 1961 ha emesso i voti temporanei e l’8 dicembre 1966 quelli solenni. È stato ordinato sacerdote il 2 agosto 1969. Ha seguito i corsi di filosofia e di teologia presso la Pontificia Università Lateranense, laureandosi in teologia. Nel 1975 ha ottenuto il dottorato in filosofia all’Università di Messina. Ha svolto i seguenti incarichi: Docente della Scuola Apostolica di Paola (1970-1974); Vice-Parroco a Lamezia Terme e Docente di Storia e Filosofia nei licei statali (1974-1980); Conferenziere e predicatore di corsi di Esercizi Spirituali e Correttore della Comunità dei Minimi di Lamezia Terme-Sembiase. È stato Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano di Lamezia Terme e Direttore del Terz’Ordine (1980-1986); Correttore (Superiore) Provinciale a Paola (1986-1992); Correttore e Maestro dei novizi della nuova comunità di Vranov, nella Repubblica Ceca, (1992-1994); Correttore (Superiore) Generale per due mandati (1994-2006). È autore di numerose pubblicazioni riguardanti la figura del Fondatore e la spiritualità dell’Ordine dei Minimi. La nomina è stata svelata stamattina giovedì 20 marzo, durante la celebrazione della “Messa del Crisma”. Sino ad oggi tale elezione, sottoposta a “segreto pontificio” come tutti i maggiori atti del Vaticano che impongono il più stretto riserbo a chi ne è a conoscenza, è stata resa nota in Cattedrale nell’ora media per bocca del Arcivescovo Metropolita, Emerito di Catanzaro – Squillace, Mons. Antonio Cantisani . Alla stessa ora ne ha dato comunicazione ufficiale la sala stampa della Santa Sede. A Locri ad attendere il magnifico annuncio, che ha tagliato corto a tutte le ipotesi che molti quotidiani avevano “bruciato” nei giorni scorsi, erano presenti molti sacerdoti della diocesi, tutti i consultori ed esponenti del clero secolare e religioso. Adesso si attende che Padre Giuseppe Morosini, dopo essere stato consacrato vescovo (non lo è ancora), nel corso di una solenne cerimonia che si svolgerà probabilmente a Reggio Calabria o Cosenza, ma che potrebbe avvenire anche a Roma, prenda possesso del Suo nuovo prestigioso ma impegnativo incarico di Pastore di Locri – Gerace. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Elia Fiorenza&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-3402394451209348317?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3402394451209348317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3402394451209348317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/03/padre-giuseppe-fiorini-morosini-eletto.html' title='Padre Giuseppe Fiorini Morosini eletto Vescovo di Locri'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R-JP5s13GcI/AAAAAAAAAEs/xaiGsDbh-ng/s72-c/Morosini.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-8896537433074987637</id><published>2008-03-03T04:25:00.000-08:00</published><updated>2008-03-03T04:35:56.684-08:00</updated><title type='text'>Gli Antichi Riti della Settimana Santa di Stilo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R8vwl0NN0oI/AAAAAAAAAEc/Pvl5cHHoPSc/s1600-h/stilo03.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R8vwl0NN0oI/AAAAAAAAAEc/Pvl5cHHoPSc/s320/stilo03.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173493129425048194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R8vvLUNN0nI/AAAAAAAAAEU/IF6kbkFPf0M/s1600-h/settim.santa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R8vvLUNN0nI/AAAAAAAAAEU/IF6kbkFPf0M/s320/settim.santa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5173491574646887026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stilo tra le manifestazioni religiose di particolare suggestione c’è da ricordare dettagliatamente tutto quanto si svolge nell’arco della Settimana Santa. Tutto comincia Giovedì Santo quando, una volta terminate le funzioni del giorno, dalla Chiesa di San Giovanni, quando è ormai buio, si dipartono, in tre o più turni, penitenti con pesanti croci sulle spalle per attraversare, a piedi nudi, le viuzze di tutto il paese. Intanto, si fa il giro di ogni Chiesa, per visitare i Sepolcri. Il Venerdì Santo la processione della Addolorata. Essa ha inizio la sera e, partendo dalla Chiesa Madre, percorre il Corso e le altre strade centrali, fino alla chiesa di San Giovanni. Durante tutta la processione i numerosi uomini che vi partecipano cantano a tutta gola inni e antiche nenie alla Madonna. Nella Chiesa di San Giovanni cominciano, ultimata la processione, le cosiddette “Tre ore d’agonia”, consistenti in tre ore di preghiera innanzi al Crocefisso, sistemato sull’altare maggiore, con intervalli di musiche e canti dalle origini testuali remote e sconosciute. Tali funzioni si concludono con la Deposizione dalla Croce, simbolicamente rappresentata da persone dei diversi ceti, appositamente scelte. Il giorno dopo, Sabato Santo, nella mattinata si svolge la processione del Cristo Morto nel cosiddetto “Monumentu”, un particolare baldacchino adorno di veli, velluti, fiori e graziose figure angeliche. A tale processione partecipano oltre a numerose persone d’occasione, quasi tutti gli abitanti di Stilo, che recano in mano “i gucciadati”, che sono ciambelle di pane, benedetto il pomeriggio del giovedì precedente, appese su croci di canna appositamente lavorate dalla gente del posto. Guidano la processione i componenti dell’arciconfraternita del luogo, in abito caratteristico. Ciò si conclude verso le due pomeridiane per iniziare di nuovo il cammino all’inverso, da S. Giovanni alla Matrice, verso l’imbrunire dello stesso giorno, con la statua di Cristo Morto adagiato in un candido lenzuolo di lino artigianalmente composto. Degna di menzione, perché affonda le radici in tempi remoti, è la rappresentazione dell’opera sacra intitolata “il Mortorio”, ovvero Passione e morte di Cristo, curata dalla gente del luogo non necessariamente esperta di teatro. In agosto si svolgono inoltre, sagre di prodotti tipici e numerose altre manifestazioni folkloristiche, sportive e canore organizzate dalle Associazioni locali preposte allo sviluppo turistico-culturale della zona, o da comitati appositamente costituiti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;font-size:78%;"&gt;(FONTE COMUNE DI STILO)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-8896537433074987637?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8896537433074987637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8896537433074987637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/03/gli-antichi-riti-della-settimana-santa.html' title='Gli Antichi Riti della Settimana Santa di Stilo'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R8vwl0NN0oI/AAAAAAAAAEc/Pvl5cHHoPSc/s72-c/stilo03.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-8018929762776025865</id><published>2008-01-26T10:28:00.000-08:00</published><updated>2008-01-26T10:39:11.216-08:00</updated><title type='text'>Bivongi festeggia Maria Santissima "Mamma Nostra"</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R5t-Hvq09MI/AAAAAAAAADc/ZbelWRd1gd8/s1600-h/mamma+nostra.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159856469603316930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R5t-Hvq09MI/AAAAAAAAADc/ZbelWRd1gd8/s320/mamma+nostra.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Novena in onore di Maria SS.ma “Mamma Nostra”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Tu sviasti l’ira, o Mamma, / Del gran dio delle vendette / Quando il suolo qui fremette / Nessun danno a noi seguì”. Così recita una delle quartine del novenario in onore a Maria Santissima che annualmente viene salmodiato nello splendido santuario nel cuore di Bivongi. In realtà il 5 febbraio in questo squarcio di Vallata, nell'anniversario del &lt;a title="Il terremoto del 1783 in Calabria" href="http://www.cannarozzo.it/Bivongi/lastoria/1783.aspx" target="_self"&gt;terremoto del 1783&lt;/a&gt; che sconvolse la Calabria, si celebra il miracolo secondo cui proprio per opera di Mamma Nostra il paese rimase illeso. Sul finire del 1700 nella vicina Civitas Styli, nel convento dei Francescani, il venerabile P. Giuseppe Maria Cretari dedicatosi alla catechesi in itinere attribuiva prodigiose conversioni che seguivano alle sue prediche alla Vergine Santissima, raffigurata in una figurazione, dipinta su tela, che egli portava sempre con se nei luoghi di missione. Anche in Bivongi il Padre Francescano portò la sacra effige esattamente nel 1710 quando si recò per una predicazione. Ed ecco che sui finir di essa, la Vergine Santissima rivelò di voler rimanere nella Chiesa di Bivongi venerata col titolo di “Mamma Nostra”. Tre volte si replicò la visione e alla fine il frate Cretari annunziò il desiderio della Mamma Nostra. Successivamente la popolarità dei tanti prodigi si diffuse enormemente e da ogni parte della Calabria affluivano pellegrini ad onorare la Mamma Nostra. Moltissime furono le grazie elargite da Maria a favor dei Bivongesi. La fama degli eventi soprannaturali però aveva mosso contro il culto di Mamma Nostra il Priore della Certosa di Serra S. Bruno, che vide in esso soltanto faziosità e ordinò che il quadro fosse tolto e traslocato a Serra, dove passò ad abbellire la casa del sacerdote don Michele Giancotti. Tuttavia Bivongi continuò a rendere i suoi omaggi alla Mamma Nostra, intensificò i suoi sforzi per commemorare le feste e, quantunque privata della figurazione miracolosa, non omise mai di essere il paese prediletto di Maria. Al contrario proprio allora sorse nel cuori dei Bivongesi il desiderio di avere anche una statua della Mamma celeste; questo pio desiderio fu attuato da valente artista.Tuttavia nel 1853 Mons. Concezio Pasquini, Vescovo di Squillace, già avvisato del furto del Quadro recatosi a Serra S. Bruno ed accolto in casa del Sac. Giancotti vide scendere da una delle pareti una immagine della Madonna e subito ebbe la convinzione, provata dallo stesso Sacerdote Giancotti, che si trattava del Quadro di Mamma Nostra; ne dispose la riconsegna e ne diede l’annunzio ai Bivongesi, che, entusiasti di santa esultanza, con plausi più vivi e maestosi, il ventinove ottobre 1853 riscossero dalle mani del Vescovo il sacro quadro. Attualmente i festeggiamenti cosiddetti “invernali” sono quasi unicamente ecclesiali. Il 26 gennaio inizia la novena Il 4 febbraio c'è l'esposizione della statua. Giorno cinque c'è la processione per le vie del paese. Processione che al contrario dei festeggiamenti di settembre si conclude nella stessa mattinata. Al pomeriggio c'è la tradizionale fiera.&lt;br /&gt;Elia Fiorenza &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-8018929762776025865?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8018929762776025865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8018929762776025865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2008/01/bivongi-festeggia-maria-santissima.html' title='Bivongi festeggia Maria Santissima &quot;Mamma Nostra&quot;'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/R5t-Hvq09MI/AAAAAAAAADc/ZbelWRd1gd8/s72-c/mamma+nostra.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-4963185586130574688</id><published>2007-11-06T05:09:00.000-08:00</published><updated>2007-11-16T04:44:52.558-08:00</updated><title type='text'>Mons. Bregantini, dalla locride al tranquillo Molise</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RzBoniIclFI/AAAAAAAAADU/Gt5IznAi5OI/s1600-h/Mons.+Bregantini.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129715003961414738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RzBoniIclFI/AAAAAAAAADU/Gt5IznAi5OI/s320/Mons.+Bregantini.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;di MAURIZIO DI GIACOMO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Diversi quotidiani di mercoledi 7 ottobre 2007 hanno riferito come imminente il trasferimento di mons. Carlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, noto a livello internazionale per la sua testimonianza di contrasto educativo e culturale alla n'ndrahjeta in Calabria alla più tranquilla sede di Campobasso nel Molise.&lt;br /&gt;Questo scenario era stato anticipato da Nuova Agenzia Radicale avendolo appreso, a fine settembre, a margine della consacrazione, in San Pietro, di cinque nuovi vescovi da parte di Benedetto XVI, tra i quali mons. Gianfranco Ravasi, neo presidente del pontificio consiglio per la cultura.&lt;br /&gt;Mons. Bregantini dell' ordine degli stimmatini, trentino di origine, ex prete operaio a Verona, era da tempo in lista di partenza. Gia' lo scorso anno si parlava di un suo trasferimento in una diocesi della Puglia. Quest'autunno aveva provocato emozione e forse anche irritazione oltre le Mura Vaticane il fatto che mons. Bregantini si fosse recato a pregare a Duisburg, in Germania, dove da anni sono inseriti numerosi emigrati calabresi che avevano assistiti impotenti a una ministrage in una pizzeria gestita da italiani e teleguidata da un importante clan della n'drangheta che ha la sua base operativa a San Luca in Calabria, all'interno dei confini canonici della diocesi di Locri e Squillace.&lt;br /&gt;Mons. Bregantini a Locri da 14 anni era diventato un punto di riferimento per molti a livello sociale, incoraggiando la nascita di cooperative formate da giovani decisi a non cedere alla morsa dell'emigrazione e dell'economia criminale e a livello religioso.&lt;br /&gt;Recentemente la quotata ''Rivista del Clero Italiano'' aveva ospitato un' attualizzazione del detto di Gesù Cristo: a chi ti schiaffeggia, porgi l'altra guancia! In una delle due attualizzazioni li proposte compariva un 'esortazione del 2000 di mons. Bregantini dopo l'assasinio di un imprenditore della Locride che non aveva voluto abbassare la testa. D'altra parte non è un mistero che quando poteva mons. Bregantini si allontanava saltando la scorta assegnatagli fal locale prefetto. La circostanza potrebbe aver provocato rimostranze giunte fino alla scrivania di Giuliano Amato, attuale ministro agli Interni.&lt;br /&gt;Eventuali timori del Viminale per l'incolumità di mons. Bregantini potrebbero essersi saldati con analoghi orientamenti della segreteria di stato vaticana. Adesso si attende di sapere 'chi' sarà il successore di mons. Bregantini alla guida della diocesi di Locri-Gerace. L'auspicio è che vi sia designato o un vescovo o un sacerdote che almeno non spezzi la continuità a livello di mobilitazione culturale e ideale favorita da mons. Bregantini per ridurre almeno un po' l'abbraccio della n'drangheta.&lt;br /&gt;Con molto realismo la lotta combinata per effettivamente ridimensionarla non sarà né breve né indolore. E i ragazzi e le ragazze che in Calabria, in varie occasioni, basti citare l'assassinio del dirigente de ''La Margherita '', Fortugno, hanno trovato il coraggio per reagire, una realtà alla quale ha guardato con intresse l'ex segretario nazionale della Cisl, Savino Pezzotta, non meritano di essere lasciati soli e indeboliti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-4963185586130574688?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/4963185586130574688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/4963185586130574688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/11/bregantini-trasferito-campobasso.html' title='Mons. Bregantini, dalla locride al tranquillo Molise'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RzBoniIclFI/AAAAAAAAADU/Gt5IznAi5OI/s72-c/Mons.+Bregantini.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-8198855195236338495</id><published>2007-10-28T13:28:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T13:35:24.311-07:00</updated><title type='text'>La Cattolica di Stilo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTxzCIck7I/AAAAAAAAAB8/8mLtf4CTlJY/s1600-h/cattolica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126488134902387634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTxzCIck7I/AAAAAAAAAB8/8mLtf4CTlJY/s400/cattolica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul Monte Consolino, a 400 Mt. di altezza ed a 14 km. di distanza dall’azzurro mar ionio, vedesi adagiato e disteso il bel paese di Stilo, che ha ancora gli avanzi di un acropoli militare normanna sulla nuda ed inaccessibile roccia. Di sicuro esso ha origine medievale, come indica il luogo ed il nome, ma né il tempo né la ragione del nome si conosce chiaramente, e quindi si deve ricorrere a quel lungo, tenebroso e funesto periodo di esodo ai monti. Ma quel che importa sapere è, che fu città forte, regia e anche di Curia, perché ci viene tramandata come “Cittade vescovil vetusta e regia” e tale volle mantenersi. E quando Carlo V voleva concederla in feudo, gli Stilesi si ribellarono, e spedirono i propri cittadini a patrocinare la causa, ed ottennero l’allodio pagando un’ingente somma. Stilo a retaggio della sua grandezza oltre i bei palazzi ha molti monumenti storici e molte chiese, ma la perla che merita particolar menzione è la Cattolica di Stilo. Elencata fra i monumenti nazionali, è un prezioso gioiello di “arte genuinamente bizantina”. “Fratelli! Alzate al nostro Redentore un tempio che si scorga da lontano: su quella roccia è apparso il Salvatore!” così lo storico Luigi Cunsolo, scriveva della Cattolica di Stilo nel lontano 1922. Questo tempietto dei primitivi cristiani, quasi incuneato nella roccia calcarea, intrecciato con spessi laterizi, posti su densi strati di malta biancastra, seduce anche per il suo raro cromatismo e per la particolare guarnizione ceramico-plastica, marcata nelle ghiere a denti di sega e nella composizione ad opus retiatlatum dei tamburi cilindrici, a supporto delle cinque basse calotte delle cupole. La Cattolica di Stilo si mostra a croce greca iscritta in un quadrato, secondo il tipico modello Pentakoubouklon diffusosi a Costantinopoli intorno all’anno mille. All'interno essa è divisa in nove spazi identici da quattro colonne di dimensioni e materiali differenti, lo spazio quadrato centrale e quelli angolari sono coperti da cupole su dei cilindri di diametro uguale, la cupola mediana è leggermente più alta ed ha un diametro maggiore. Nella tradizione invero le quattro cupole laterali leggermente più basse della centrale, rappresentavano i quattro Evangelisti con Cristo Pantocratore al centro. La caratteristica disposizione delle fonti di luce all'interno della Cattolica, mette in rilievo lo spazio e conferisce maggiore slancio all’intera struttura. Questo accrescimento dello spazio, tra l’altro, serviva a mettere in risalto gli affreschi di cui le pareti della chiesa erano totalmente ricoperti in origine, ornamenti pittorici dunque riguardanti scene delle Sacre Scritture. In realtà sui muri si notano affreschi a più strati (forse cinque), che sosterrebbero il passaggio attraverso cinque cicli di storia. Intorno a questo tempietto, che l’arte bizantina di mille anni fa abbellì di delicati affreschi, molto si scrisse e si disse. Lenormant, Fiorilli, Schultz, Taccone-Gallucci, Montfaucon, Ricci, Capialbi, Cunsolo, Diehl, Agati, Trinchera e soprattutto Paolo Orsi, s’interessarono di questo meraviglioso e caratteristico luogo, scrivendo pagine di esegesi storica ed artistica di somma importanza per la conoscenza delle vicende bizantine in queste contrade. Descritta, non studiata la Cattolica, che per studiarla occorrerebbero competenza illimitata, spazio e tempo, non ebbe una storia scritta e se ciò ebbe andò distrutta dalla incuria degli uomini e dalle devastazioni dei barbari, che qui si diedero convegno.&lt;br /&gt;Elia FIORENZA &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-8198855195236338495?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8198855195236338495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/8198855195236338495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/la-cattolica-di-stilo.html' title='La Cattolica di Stilo'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTxzCIck7I/AAAAAAAAAB8/8mLtf4CTlJY/s72-c/cattolica.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-6898620770714115729</id><published>2007-10-28T11:50:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T13:37:55.426-07:00</updated><title type='text'>Nel Duomo di Stilo la Croce Ospitaliera dei Cavalieri di Malta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126462790300373842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTavyIck1I/AAAAAAAAABA/JewdfGvTB0w/s320/croce+duomo+stilo.jpg" border="0" /&gt;Il Duomo o Chiesa di Santa Maria d’Ognissanti fu una delle prime ed autorevoli sedi vescovili della Calabria, unita in un secondo tempo a quella di Squillace. La Basilica fu sempre soggetta a restauri e riadattamenti, ed il primo si riallaccia a dopo il sisma del 1783. Si innalza sul sostrato di un edificio, forse una volta adibito a chiesa ed al quale apparterrebbe l’unica abside semicircolare aggiunta alla parte posteriore del Duomo e visibile nella sua sezione più alta. Là dove essa termina inizia quindi ad elevarsi l’omogeneo immobile cultuale odierno. L’ingresso del Duomo è reso più magnifico e decorato dal solenne portale romano-gotico a sesto acuto, costituito da tante colonnine tortili e lisce incatenate tra loro e poggianti su capitelli scolpiti (si tratta di un’opera memorabile, realizzata da oltre centoquaranta pezzi di roccia calcarea). Si individua ancora un capitello a stampella ornato su quattro lati e raffigurante una croce di stampo medioevale, assimilante verosimilmente la Croce Ospitaliera dei Cavalieri di Malta, con foglie stilizzate di acanto (albero della vita). La croce del Duomo di Stilo potrebbe in effetti rappresentare la “Croce di Malta”, una figura ottagona di origine bizantina. Rappresenta le Otto Beatitudini Teologali dell’eternità. Inoltre È documentata sia da Padre Giovanni Fiore, nella sua opera dal 1691 “Della Calabria Illustrata” che dal seicentesco Apollinare Agresta Teologo Abate dell'ordine di San Basilio nel suo Bios di San Giovanni Theristy, la presenza nell’area dello Stilaro, e precisamente in Monasterace, di un “grosso monastero de’ Cavalieri di Rodi, oggidì Maltesi”. Molti furono i possedimenti tra Monasterace e Stilo che passarono ai Templari “Gerosolimitani” con una rosa per simbolo. Secondo Johann Valentin Andreae, l’autore delle “Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz” e dei Manifesti Rosacrociani del 1616, anche Tommaso Campanella, il filosofo di Stilo si affiliò alla Confraternita della Rosacroce, dalla quale successivamente si affrancò quando essa entrò in accordo con il Protestantesimo. Tra l’altro Johann Valentin Andrete, diventato suo amico andò a trovarlo in prigione, e ne tradusse in tedesco le poesie.&lt;br /&gt;Elia FIORENZA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-6898620770714115729?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/feeds/6898620770714115729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/nel-duomo-di-stilo-la-croce-ospitaliera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/6898620770714115729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/6898620770714115729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/nel-duomo-di-stilo-la-croce-ospitaliera.html' title='Nel Duomo di Stilo la Croce Ospitaliera dei Cavalieri di Malta'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTavyIck1I/AAAAAAAAABA/JewdfGvTB0w/s72-c/croce+duomo+stilo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-7485605984264804482</id><published>2007-10-28T11:36:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T13:40:28.888-07:00</updated><title type='text'>Il Culto di San Giorgio a Stilo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTY5iIck0I/AAAAAAAAAA4/MfFKT66vsqc/s1600-h/san+giorgio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126460758780842818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTY5iIck0I/AAAAAAAAAA4/MfFKT66vsqc/s200/san+giorgio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giorgio onorato come &lt;a title="Santo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santo"&gt;santo&lt;/a&gt; e &lt;a title="Martire" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martire"&gt;martire&lt;/a&gt; da tutta la &lt;a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica"&gt;Chiesa cattolica&lt;/a&gt;, visse intorno al &lt;a title="III secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/III_secolo"&gt;III secolo&lt;/a&gt; e morì prima di &lt;a title="Costantino I" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_I"&gt;Costantino&lt;/a&gt;, probabilmente a &lt;a title="Lydda" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lydda&amp;amp;action=edit"&gt;Lydda&lt;/a&gt; (presso l’odierna Jaffa in Palestina). Convertitosi al cristianesimo, donò ai poveri tutti i suoi averi. Ricevette la predizione di enormi supplizi che sarebbero durati sette anni. Nel corso della persecuzione dioclezianea fu infatti arrestato e torturato più volte, superando prove inesprimibili. Soffrì quindi il martirio decapitato. Sul luogo della sua tomba sorse un santuario già nel IV secolo. Il culto di San Giorgio a Stilo si riallaccia con ogni probabilità al medioevo, dopo essere stato diffuso in tutta la Calabria dai Padri dell’ordine di san Basilio Magno, che avevano trasformato la Regione in una “nuova Tebaide di anacoreti la cui fama si era spinta fino a Costantinopoli ed a Gerusalemme”. Intense sono le leggende Stilesi legate al Santo Cavaliere. Si narra invero che, durante una delle molteplici incursioni subite da Stilo, ad opera soprattutto, dei Saraceni e dei Turchi, l’illustrissima et fidelissima Civitas Styli, oppose ai primi una furiosa e ferrea resistenza. Benché gli insidiosi, ripetuti attacchi, sferrati e portati avanti da preminenti e valorose schiere, gli infedeli devastatori, ad ogni nuova pericolosa ondata, venivano regolarmente respinti dopo aver subito, ogni volta, pesanti perdite. Per non ritornare a casa a mani completamente vuote, quella massa insaziabile di predatori, pensò bene di stringere d’assedio la città di Stilo e far capitolare, per carestia i suoi prodi abitanti. E molto probabile, il loro turpe, empio proposito, avrebbe potuto avere un risultato a loro favorevole se, una mattina, uno sconosciuto e avvenente giovane, facendo il giro di tutte le case, su di un bianco destriero, non avesse suggerito e quasi imposto a tutte le mamme coi bambini piccoli, di non allattare, quel giorno i loro pargoli, e di raccogliere invece, il latte dai turgidi seni, in un unico spazioso contenitore. Con tutto quel latte, il nobile giovane, preparò un’ottima ricotta. Dopo aver creato di tutta quella ricotta un’infinità di palle, cominciò a scaraventare con furia, le stesse sull’accampamento nemico. A quella vista, gli eretici, pensando che sicuramente sarebbero passati degli anni prima che gli assediati fossero costretti ad arrendersi, rimossero le tende e se ne tornarono, umiliati, alle loro dimore, al di là del mare. Si dice pure che quel giovane, che nessuno vide più in quella zona, fosse San Giorgio. Non si hanno però notizie di processioni o feste anteriori al 1700: nel 1783 il tremendo terremoto radeva al suolo molti paesi calabresi arrecando tra l’altro, ingenti danni a Stilo, che cominciava così ad onorare con più celerità il Conquistatore d’oriente, diventando l’anno successivo protettore della città. (altre due volte, nel 1908 e nel 1933, il Santo proteggerà gli stilesi dal sisma). La devozione per San Giorgio assunse perciò importanza soltanto sul finire del 1800. Altra leggenda popolare Stilese riporta che la statua di san Giorgio era stata portata sul monte Consolino per proteggere la città dai nemici. Scampata la minaccia gli Stilesi riportarono il protettore in paese. Ma la notte il dignitoso guerriero ritornò offeso sul monte. Pretendeva, giustamente, di essere riaccompagnato in Chiesa magnificamente ed in processione. Come poi fu fatto. Da allora i ruderi sottostanti al Castello presero il nome di “casi e San Giorgi”. L’ultimo racconto tradizionale riguarda invece le piume dell’elmo della statua stilese del santo. Si tratta, invero, di una convinzione popolare. Il popolo vuole che la caduta di ogni piuma, durante la processione assuma un significato diverso. La caduta della piuma rossa può annunciare fuoco e terremoto, la caduta della piuma bianca può prevedere neve e carestia, la caduta della piuma verde può avvisare alluvioni e nubifragi. Per sorte il dovere storico di questo Santo, avvolto nella leggenda, è di ricordare all’uomo una sola dottrina vitale, il bene vince sempre il male e l’uomo sensato, nelle valutazioni della vita, non si lascia mai raggirare dagli aspetti esteriori.&lt;br /&gt;Elia Fiorenza&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-7485605984264804482?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/feeds/7485605984264804482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/il-culto-di-san-giorgio-stilo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/7485605984264804482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/7485605984264804482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/il-culto-di-san-giorgio-stilo.html' title='Il Culto di San Giorgio a Stilo'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTY5iIck0I/AAAAAAAAAA4/MfFKT66vsqc/s72-c/san+giorgio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-2679082175235752100</id><published>2007-10-28T06:04:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T13:40:58.202-07:00</updated><title type='text'>Nuove ipotesi sul Tempietto Bizantino a "Tricora" rinvenuto a Pazzano</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RySOBCIckzI/AAAAAAAAAAw/nIoDfLRL_PY/s1600-h/Pazzano.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126378424257778482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RySOBCIckzI/AAAAAAAAAAw/nIoDfLRL_PY/s400/Pazzano.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A partire dal VII al X secolo tutta la Vallata dello Stilaro di popolò di eremi, chiesuole e laure cenobitiche. Il diffondersi del Cristianesimo anche a Pazzano e nel suo territorio è circondato, come ovunque, da storie leggendarie, da epopee in cui è difficile discernere il vero dall’ utopistico. Effettivamente i diplomi anteriori al XVIII secolo ci prospettano una rete alquanto fitta di divine cappelle giacenti in questa porzione di Valle. In un atto del 1790, serbato nell’Archivio di Stato di Catanzaro, viene accentuata la presenza di dieci chiese a Pazzano. Circa dodici anni or sono, gli operai Afor, durante i lavori di riqualificazione ambientale, scoprirono nei pressi della località “Mulineda” in agro del Comune di Pazzano, a pochi metri dalla moderna Cappella Votiva del Santissimo Salvatore una cupola centrale, in quel tempo incidentalmente spaccata da una vanga meccanica, di un fabbricato di esigue dimensioni. All'istante fu informata la Soprintendenza archeologica della Calabria che sospese i lavori giacché, da una prima analisi, tale edificio si mostrava di singolare natura archeologica, riconducibile alla fertile età bizantina. Attualmente,per mezzo di alcuni studi più approfonditi, scaturisce che tale tempietto sia presumibilmente quella citato nel Syllabus, e appunto indicato in un atto del 1115 con l’appellativo di Chiesa del Divino Salvatore (Agios Salbavr). Oltre al resto da nuove analisi georadiologiche, si desume che l’edificio possieda la sagoma tricora, insolita nel suo genere. In verità il culto del Divino Redentore o del Santissimo Salvatore, appare molto professato in queste località sin dall’anno 1000, come lo dimostrano gli affreschi della vicina Cattolica di Stilo. Tuttavia proprio a Pazzano, ogni anno la prima domenica di agosto, si celebra la Solennità del santissimo Salvatore. Questa festa in origine era celebrata dalla &lt;a title="Nestorio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nestorio"&gt;Chiesa nestoriana&lt;/a&gt; già alla fine del V secolo ed è avvalorata nel VII secolo nella &lt;a title="Siria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Siria"&gt;Siria&lt;/a&gt; occidentale. La fissazione della data della festa al &lt;a title="6 agosto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/6_agosto"&gt;6 agosto&lt;/a&gt; deriva dal fatto che secondo un’usanza l'episodio della Trasfigurazione riportato dai Vangeli sarebbe accaduto quaranta giorni prima della &lt;a title="Crocifissione di Gesù" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifissione_di_GesÃ¹"&gt;crocifissione di Gesù&lt;/a&gt; Cristo. In Oriente si celebrava già la festa dell'&lt;a title="Esaltazione della Croce" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Esaltazione_della_Croce&amp;amp;action=edit"&gt;Esaltazione della Croce&lt;/a&gt; il &lt;a title="14 settembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/14_settembre"&gt;14 settembre&lt;/a&gt;, quindi di conseguenza fu fissata la data della Trasfigurazione L’area in cui giace il piccolo Tempietto bizantino, a circa sei metri di profondità, necessita di autorevoli e pressanti interventi turistico-abientali, valutato che tale luogo è un ricca riserva di testimonianze di archeologia industriale. Malgrado l’importanza di questa consistenza archeologica, tutto tace, e di finanziamenti nazionali, regionali e/o provinciali non si vede neanche l’ombra. Il patrimonio culturale di Pazzano è sempre più mortificato. Non solo non decolla la scoperta del tempietto bizantino per mancanza di fondi, ma sono anche altri i beni archeologici negati.&lt;br /&gt;Elia FIORENZA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-2679082175235752100?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/feeds/2679082175235752100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/nuove-ipotesi-sul-tempietto-bizantino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2679082175235752100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/2679082175235752100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/nuove-ipotesi-sul-tempietto-bizantino.html' title='Nuove ipotesi sul Tempietto Bizantino a &quot;Tricora&quot; rinvenuto a Pazzano'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RySOBCIckzI/AAAAAAAAAAw/nIoDfLRL_PY/s72-c/Pazzano.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1870426523265830295.post-3942726702427779528</id><published>2007-10-28T06:03:00.000-07:00</published><updated>2007-10-28T13:19:11.872-07:00</updated><title type='text'>La Stilo medievale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTuZyIck5I/AAAAAAAAABs/w-AV8wcpBJU/s1600-h/io.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126484402575807378" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTuZyIck5I/AAAAAAAAABs/w-AV8wcpBJU/s320/io.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel primo Medioevo, Stilo era cinta da mura e torri, e ben cinque porte, (Porta Reale, Porta Terra, Porta Scanza Li Gutti, Porta Stefanina e Porta Cacari), vi davano accesso all’urbe. Di due di esse non rimane traccia alcuna, e scrupolosamente, Porta Terra, porta Scanza li Gutti. Fino a meno di un secolo fa esisteva bensì la Porta Reale; era formata ad arco alla cui sommità centrale v’era scolpito lo stemma della città. Di essa, ora, restano solo avanzi murari. Bene si conserva invece la Porta Stefanina. A supporto, si erige su di un fianco di essa, una torre rotonda, mentre l’altro suo lato si sostiene al muro della Chiesa di San Domenico. Imponente è il portale in blocchi di granito intagliati, secondo una classica lavorazione medioevale. In realtà il primo elemento difensivo di Stilo appariva la cerchia urbana, consisteva in una muratura fortificata, di varia forma e spessore, che circondava l’abitato ed assentiva eccezionali raggruppamenti di milizie al suo interno. Rappresentava, inoltre, un componente ornamentale in tempo di pace ed un vigoroso strumento di difesa in tempo di guerra, ma anche un disagio per lo svolgimento della vita normale, in quanto se le porte di accesso alla città, distribuite lungo il suo perimetro, restavano aperte a nulla giovava la protezione offerta dalle sue mura, mentre se rimanevano chiuse rendevano l’abitato molto simile ad un carcere. La cinta muraria di Stilo, completamente conservata nel suo perimetro, somma di una serie di azioni di costruzione e ristrutturazione riferibili ad epoche diverse, in quanto in ogni epoca le mura della città hanno continuato ad assolvere alla loro funzione originaria di delimitazione e protezione. La cerchia muraria è attualmente visitabile per una buona parte del circuito nel settore orientale. La sua costruzione risale infatti alla metà del X secolo d.C., in concomitanza con una fase di forte accentramento del potere politico, in grado di "progettare" la realtà urbana e di curare la realizzazione di quelle opere che - come le porte e le mura della città - hanno insito il senso dello spirito comunitario, attribuendo ai diversi spazi precise funzioni, talvolta rimaste invariate nel corso dei secoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elia FIORENZA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1870426523265830295-3942726702427779528?l=associazioneponsinmor.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/feeds/3942726702427779528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/la-stilo-medievale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3942726702427779528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1870426523265830295/posts/default/3942726702427779528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://associazioneponsinmor.blogspot.com/2007/10/la-stilo-medievale.html' title='La Stilo medievale'/><author><name>Elia Fiorenza</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03704605466483009303</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_BmEPeeYbpws/SHsqbCoOjgI/AAAAAAAAAGE/Oyej8b4icPE/S220/Stilo+3+maggio+013.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BmEPeeYbpws/RyTuZyIck5I/AAAAAAAAABs/w-AV8wcpBJU/s72-c/io.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
